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| Tema del Mese. Discussione In questo forum si discute il tema del mese scelto tramite votazione dagli amici della comunità di AI. I temi trattati riguardano l'archeologia, l'arte antica, la storia antica e altri argomenti collegati all'antico. |
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12-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Ci vediamo lì, allora.
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dott. Claudio Giorgini
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12-May-2008
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Utente attivo
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Data Registrazione: Apr 2008
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Quote:
dceg
Ci vediamo lì, allora.
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Sarebbe un piacere 
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12-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Dec 2006
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Quote:
leda
Sì Dizzi, per la Chiesa è così. Io però, molto personalmente, ...
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Si diffonde in diverse culture l'idea che l'umanità sia impura intrinsecamente perché colpevole di un qualche grave misfatto in un tempo ormai lontano e spesso mitico. Penso derivi da una semplice riflessione maturata col tempo nelle società molto numerose davanti all'innegabile malvagità umana, inoltre è un potente mezzo per razionalizzare le sofferenze terrene. Se si considera che quasi ogni cultura abbraccia il paradigma per cui ad una colpa corrisponde una punizione "divina" (concetto diffusissimo anche nella nostra società Troisi: le disgrazie come doni divini - Motore di ricerca video Truveo), è molto più facile accettare le disgrazie "ingiuste" se si pensa di essere a priori marchiati da una colpa antica e radicata.
Il battesimo poi è un rito antichissimo e molto intuitivo, si tratta del mondarsi delle impurità immergandosi nell'acqua (un'albuzione). Ne accennava anche Aquamarina parlando dell'importanza dell'acqua, il parallelismo è ovvio, con l'acqua si eliminano lo sporco, il sangue, gli escrementi, i cattivi odori e, se si è fortunati, i parassiti. E' normale che quindi che questo gesto diventi il primo fondamentale mezzo di purificazione.
Anche perchè non sono molto d'accordo sul discorso dell'impurità di pensiero, l'impurità è prima di tutto una questione concreta: si tratta di oggetti, animali, i cadaveri, i malati affetti da per lo più da malattie ben visibili ad occhio nudo (il folle o il febbricitante invece spesso è associato ad un contatto con il divino), è impuro chi ha commesso omicidio fintanto che è sporco di sangue: quando il re Assiro si lava dal sangue dei nemici ritrova la sua purità, il fatto che lui abbia nutrito nell'animo istinti omicidi nei confronti del nemico non lo rende impuro, anzi è glorificato nella spietatezza in guerra. Non c'è alcun pentimento nell'abluzione rituale che compie il sovrano dopo la battaglia, non è il gesto che ha compiuto o la sua intenzionalità che l'hanno reso impuro ma il contatto materialissimo con il sangue nemico.
Se escludiamo tutta la linea di pensiero che è dietro le moderne religioni monoteiste credo che in generale nel mondo antico l'impurità avesse quasi sempre una manifestazione fisica (in varie culture ad esempio la donna è impure durante il periodo mestruale, sono convinto che anche questo sia legato all'aspetto molto concreto del fatto), esistono certamente varie eccezioni e per questo credo che siano interessantissime da analizzare.
Ma se guardiamo ad esempio al mondo greco sappiamo bene, il famoso discorso della "società della vergogna", che l'aspetto intimo, i propri pensieri, non comportano alcuno stato di impurità o senso di colpa, è l'atto pratico/pubblico che è giudicabile dalla comunità.
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14-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Il concetto di impurità di pensiero, per quanto meno afferrabile, è diffuso soprattutto in oriente,anche se credo che si debba ben badare che in generale l'impurità e la purità in nessuna cultura si riferiscono unicamente a pratiche igienistiche, che certo ne fanno parte, ma come rituali esteriori( si pensi ai seguaci dello jainismo, forse quelli che più di tutti hanno tabù comportamentali e alimentari proprio per questioni di purezza, oppure al giappomne in generale). Restando in oriente vediamo bene la centralità della purezza di pensiero. Essa si ottierne essenzialmente tramite pratiche più o meno esoteriche e spirituali che consistono nell' esercizio "non pensiero". Queste pratiche sono legate e conosciute da tutti come facenti parti del buddhismo Zen , e sarà interessante nnotare come la psarola Zen derivi sia la traduzione giapponese cinese del cinese Chan, a sua volta traduzione della parola indiana Yoga......radice dal senso uguale a quello dell'inglese "join".... la prossima volta vi parlo di sacrificio e tapas...
Ma il concetto di purezza di pensiero si ritrova anche nel cristianesimo, ad alti livelli, basti dare un 'occhiata agli esercizi<spirituali di Ignazio de Loyola che servono ovviamente a mettere il monaco in uno stato di purezza.....per poter congiungersi al divino.
Mi interessava anche porre l'attenzione sul concetto di trasmissione dell'impurità da una generazione all'altra: in grecia, nel cristianesimo, in oriente (col concetto di karma, e di "pulizia del karma" che evidentemente non ha molto a che vedere col lavarsi praticamente del sangue nemico) e sulla moderna psicologia transgenerazionale su cui forse dceg può darci qualche delucidazione.....
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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19-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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cibi impuri
sto leggendo proprio in questi giorni un libro che riguarda l'argomento dei cibi puri o impuri nelle religioni. l'autore, marvin harris, ne cerca le spiegazioni nell' ambiente socio-economico-territoriale in cui il divieto è nato. ad esempio sostiene che la il maiale veniva "osteggiato" nel Vicino Oriente perchè era controproducente allevarlo perchè il territorio non era adatto e perchè il maiale, a differenza dei bovini mangia del cibo commestibile anche per l'uomo. se pensiamo che all'epoca dei divieto il cibo scarseggiava, è facilmente comprensibile perche venissero preferiti i bovini che potevano, tra l'altro dare latte e aiutare nel lavoro dei campi
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19-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Frose c'entrano anche questioni climatiche, essendo il maiale molto grasso.... ad ogni modo non si hanno tabù alimentari solo riguardo a ciò che viene considerato impuro (si ricordi che la bibbia dà indicazioni precise su quali animali mangiare) , ma anche ciò che si conbsidera sacro, come le vacche in india
Per cambiare ambito ho appena saputo che nell'antica grecia tra 5 e 7 giorni dopo la nascita venivano effettuati riti di purificazione sia per la madre che per il bambino,qualcuno ne sa qualcosa in più?
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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19-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Feb 2006
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Quote:
Aquamarina
Per cambiare ambito ho appena saputo che nell'antica grecia tra 5 e 7 giorni dopo la nascita venivano effettuati riti di purificazione sia per la madre che per il bambino,qualcuno ne sa qualcosa in più?
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Riguardo a questo aspetto so molto poco, però in Grecia (come anche a Roma) il concetto di purezza e impurezza è sempre legato ad eventi centrali della vita umana: nascita, sesso, morte ecc. Quindi credo sia normale che ci fossero riti di purificazione in tali ambiti. La contaminazione poteva avvenire, ad esempio, nel seppellire un morto perciò tutto doveva essere svolto secondo precise procedure (il rito, appunto). I riti di purificazione in Grecia e a Roma soprattutto riguardavano molti eventi o comunque aspetti della vita quotidiana. I Romani poi avevano, anche più dei Greci, il terrore della contaminazione, quindi non è raro trovare riti di purificazione per le cose più disparate. Questo è rimasto anche nella cultura cristiana, attraverso la benedizione si purifica qualsiasi cosa.
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20-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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il divieto di mangiare il maiale nel vicino oriente non credo dipendesse dal fatto che la sua carne sia grassa, ma, sempre citando il pensiero di Marvin Harris, da questioni prettamente pratiche: evitare di togliersi il cibo di bocca per sfamare un animale che porebbe essere sostituito da un altro più producente... per riprendere la questione delle vacche in india, anche qui credo possa essere presa in considerazioe l'idea dello scrittore: essendoci moltissimo bisogno di cibo, è più utile tenersi una vacca che produca latte e aiuti ad arare la terra, piuttosto che macellarne la carne. vorrei ricordare che l'alimentazione delle popolazioni più povere è basata sui cereali e che loro ottengono proteine dai prodotti derivati dal latte. mangiare una volta ogni morta di papa della carne non permette loro di averre il giusto fabbisogno di proteine che invece l'ottengono attraverso l'assunzione di prodotti caseari
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20-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Apr 2007
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Interessante, questo lato alimentare della questione.
Ciò che una comunità mangia o non mangia e le relative prescirzioni in ambito religioso-sociale secondo me sono da considerare sovrastrutture culturali poste per codificare delle abitudini già più o meno consolidate.
Mi viene in mente per esempio che in grecia arcaica (e mi sembra anche classica ed ellenistica) chi mangiava pesce (ittiofago) era ritenuto empio, deriso e disprezzato socialmente, perchè spesso i pesci erano sacri ad una divinità: secondo me questa situazione è dovuta alla dominante cultura aristocratica che rappresentava il modo di vivere (e di mangiare quindi) di proprietari terrieri e allevatori di bestiame, mentre i marinai ed i commercianti erano considerati 'feccia'.
Anche senza prescrizioni religiose, noi stessi oggi siamo disgustati all'idea di mangiare alcuni alimenti non perchè abbiano un brutto sapore o non siano nutrienti, ma solo perchè non siamo abituati a considerare cibo certi animali: molti preferirebbero (in teoria, poi in emergenza scattano ben altri meccanismi di sopravvivenza) morire di fame piuttosto che assaggiare una lumaca, una rana, una cavalletta, un serpente o frattaglie di animali di cui solitamente si mangia il muscolo. Se fossimo tutti stati abituati da piccoli a trovare cavallette fritte nel piatto la cosa invece non ci scandalizzerebbe per niente. Lo stesso discorso vale per gli animali che noi consideriamo di affezione, primi tra tutti cani e gatti: l'idea di mangiarli ci fa stare male; ma in altri territori può essere più normale.
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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20-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Mentre in Italia, ma anche in Francia e in parte in Svizzera la carne di cavallo viene comunemente consumata in germania generalmente vige in proposito un tabu, che comunemente viene giustificato con il fatto che il cavallo sarebbbe stato animale sacro dei Germani, e l'animale totemico naturalmente non si mangia.
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dott. Claudio Giorgini
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20-May-2008
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AI gens
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Data Registrazione: Jan 2006
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Non conosco poi la questione alimentare a fondo, tuttavia non credo che sui tabù alimentari vigano solo regole utilitaristiche..... ad ogni modo a<quanto ne so quelli che hanno meno tabù di tal genere sono gli estremo orientali che mangiano di tutto: erbivori, carnivori, insetti, pesci..... che a motivazioni culturali se ne aggiungano anche di utilitaristiche è certo, però non credo che queste siano preponderanti.... in india non si mangia la vacca, ma che ne è del toro? e dei vitelli? non sarebbe certo possibile tenere i tori a spasso come si tengono le vacche, possono essere animali anche piuttosto aggressivi....
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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21-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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io sono totalmente convinta che il tabù alimentare sia una conseguenza del luogo e della situazione in cui si viva. tutto dipende dalle regole che la religione e la morale popolare impongono.. è tutta una questione di abitudine mentale..noi non mangiamo ciò che ci dicono di non mangiare.. vorrei rendervi partecipi di una mia riflessione che però non so se sia possibile applicare sempre: noi non mangiamo del cibo che quantitativamente scarseggia..faccio un esempio: noi non mangiamo cavallette, lombrichi,etc perchè dalle nostre parti non ce ne sarebbero delle quantità sufficienti a sfamare tutta la popolazione.
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21-May-2008
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AI senatus
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Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Il tabu alimentare però non necessariamente riguarda qualcosa di impuro, ma anche di sacro, di "troppo puro" per essere consumato. Non vorrei sbagliare, ma credo che l'unica religione in cui il divino viene consumato come cibo sia quella cristiana, nelle altre il cibo, sacrificio, viene offerto al divino. Attraverso il consumare del corpo e del sangue di Cristo si ottiene la purificazione.
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dott. Claudio Giorgini
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21-May-2008
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Nuovo Utente
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Data Registrazione: May 2008
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ma infatti esistono tabù per tutelare il cibo, faccio di nuovo l'esempio della vacca in India. gli stessi animali domestici per me non venivano mangiati in quanto nei tempi antichi erano indispensabili per alcuni funzioni: il gatto cacciava i topi dai granai( i ceralierano alla base dell'alimentazione) il cane faceva la guardia
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