 |
 |
 |
 |
| Tema del Mese. Discussione In questo forum si discute il tema del mese scelto tramite votazione dagli amici della comunità di AI. I temi trattati riguardano l'archeologia, l'arte antica, la storia antica e altri argomenti collegati all'antico. |
 |
|

05-May-2008
|
 |
Amministratore AI
|
|
Data Registrazione: Dec 2002
|
|
[Maggio 2008] Il concetto di purità e impurità nella storia dei popoli
Al via la discussione.
Titolo della discussione del mese di maggio:
Il concetto di purità e impurità nella storia dei popoli tra pratiche rituali e utilità pratica
Utente che ha proposto la discussione:
Stefano
Testo del messaggio con la proposta:
Proprio 5 minuti fa mi è venuta un'idea che potrebbe essere interessante da sviluppare. E' abbastanza generica e di ampio respiro perchè tutti possano aggiungerci il proprio: il concetto di purità e impurità nella storia dei popoli tra pratiche rituali e utilità pratica.
Io pensavo tanto al re mesopotamico che si purifica nel fiume dopo la campagna militare (ma il tema delle abluzioni è infinito) quanto ai concetti d'impurità sessuale, come viene vista in alcune culture la donna durante il periodo mestruale o anche proprio la donna in generale. Ci sono molti casi diversi, l'impurità di certi animali o di certi alimenti, c'è la questione fondamentale della purezza del fuoco nella religione zorohastriana e così via.
Magari sarebbe interessante che ognuno toccasse l'aspetto che conosce meglio e poi provare a estrapolarne similitudini e differenze.
E' certo che il concetto di puro e impuro è un invenzione umana diffusissima che deve avere una qualche profonda ragione di essere...
Ivan
__________________
Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
|

07-May-2008
|
|
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Apr 2007
|
|
Il concetto di impurità è un tema importantissimo nella tragedia greca: a causa di un atto impuro, il mìasma (=macchia) può essere espiato solo tramite punizioni tremende (compresa la morte) che neanche gli dei potevano evitare. Si veda il caso di Edipo.
Il mìasma si trasmette addirittura di generazione in generazione all'interno di una famiglia, come una specie di 'peccato originale' da cancellare col sangue: ad esempio, dall'empietà di Atreo all'espiazione di Oreste.
Anche lo spettatore della tragedia era indotto a seguire lo stesso percorso, anche emotivamente, di purificazione, che culminava con la catarsi finale.
__________________
In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
|

07-May-2008
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Dec 2006
|
|
Ecco per esempio a questo aspetto non avevo pensato, il tema in generale è infinito, cercherò di chiarire quello che è la mia idea a proposito e di riportare gli esempi che conosco, per il resto conto su molti contributi diciamo interdisciplinari.
Riflettendoci ultimamente mi sono convinto che si possa fare almeno una prima grossa distinzione tra i fenomeni di impurità:
a) quelli di impurità (ma anche di purezza) universale e imperitura, dove il soggetto (che sia un tipo di animale, un tipo di oggetto, una classe di persone ecc.) è caratterizzato da uno status inmodificabile, ad es. il maiale nella tradizione semitica è impuro e basta.
b) Gli stati di purità e impurità che possono essere acquisiti, persi e quindi riacquisiti quasi sempre secondo precise procedure strettamente connesse a pratiche rituali e che quasi sempre coinvolgono uno specialista. (Sarebbe anche interessante analizzare il fenomeno ricorrente per cui molto spesso le culture identificano nel loro passato un momento iniziale di purezza assoluta successivamente corrottasi).
In generale in entrambi i casi credo si possa facilmente risalire a motivi pratici. Le classificazioni del primo tipo in generale possono essere ricondotte alla volontà (e spesso vera epropria necessità), di stabilire una serie di tabù di ordine prettamente pratico ma resi oltremodo importanti da osservare (dei dogmi in pratica) tramite una carica spirituale. Appena posso affronterò il caso del maiale che penso sia abbastanza emblematico.
Quelle del punto b) possono essere interpretate a loro volta come una serie di regole comportamentali per cui l'osservazione comporta un premio (uno stato di purificazione e di conseguenza quasi sempre di benessere con il divino, la medicina antica infatti spesso è purificazione), mentre la mancata osservanza porta ad uno stato negativo, d'impurità, che aldilà delle possibili sanzioni divine comporta anche altre materiali, di solito l'esclusione dalla vita sociale in diverse maniere ed intensità: l'inaccessibilità al tempio o ad altre aree specifiche, l'inaccessibilità a certe cariche o a certe mansioni, la costrinzione a periodi d'isolamento ecc. ecc.
E' anche verò però che in molte culture la pratica della purificazione viene gestita da una classe di persone particolare il cui potere consiste proprio nell'essere gli unici a conoscere i segreti del sempre più difficile equilibrio tra uno stato e l'altro. Personalmente credo che sia proprio attraverso l'attività di queste figure che si sono andati sviluppando rituali sempre più complessi e diversificati; da questo punto in poi le diverse conseguenze dello sviluppo del concetto di purità/impurità sono enormi e penso infatti che se ne sentiranno delle belle, riguardo a quanto ho scritto io non voleva assolutamente essere una generalizzazione a tutti i costi quanto piuttosto un inquadramento di tipo antropologico al problema.
Commentate, correggete ecc. :razz:
|

10-May-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: May 2008
|
|
Mi sorprende sempre riscontrare come nel passato e nel presente l'uomo rimanga immutato, se non per miseri cambiamenti esteriori.
Basti pensare a come le sanzioni descritte nel punto b equivalgano al concetto cristiano di scomunica: il destinatario di quest'atto viene bandito dalla comunità religiosa fino a quando il sacerdote non lo riterrà opportuno.
E' bello sapere che si possono fare studi antropologici a casa nostra, senza dover andare ad osservare la vita delle comunità cosiddette primitive.
Cosa è impuro per i cristiani? Tutto ciò che riguarda il sesso quando non finalizzato alla riproduzione all'interno del vincolo matrimoniale. Imporre tabù sul sesso è il modo più semplice e sicuro per l'élite di esercitare e mantenere il controllo della società.
|

10-May-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Feb 2006
|
|
Veramente Seplasia, il cristianesimo non prevede affatto la scomunica per il sesso prematrimoniale o l'uso di anticoncenzionali. Sicuramente è ritenuto un peccato molto grave, mortale per intenderci, ma non soggetto a scomunica certamente (altrimenti la chiesa non avrebbe più fedeli da un pezzo!).
C'è inoltre da dire che questo divieto non è proprio solo del cristianesimo: anche presso i greci ed i romani (però presso questi ultimi le cose con il tempo sono un po' cambiate, vedi la dissolutezza di cui parlano gli autori come Giovenale) il sesso prima del matrimonio non era consentito, ma con una differenza: ciò valeva esclusivamente per le donne. Invece l'ebraismo ed il cristianesimo lo prevedono per entrambi i sessi (in questo c'è sostanziale parità).
__________________
|

10-May-2008
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Ho poco tempo in questo periodo, ma credo che sarebbe utile sviluppare il punto b di Stefano, cioè quello riguardante le pratiche rituali connesse al concetto di impurità: esse coinvolgono in genere l' acqua o il fuoco, e in alcuni casi il concetto di purità/impurità viene anche a legarsi strettamente col conceto di "sacrificio".
__________________
Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
|

10-May-2008
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Dec 2006
|
|
Quote:
leda
Veramente Seplasia, il cristianesimo non prevede affatto la scomunica per il sesso prematrimoniale o l'uso di anticoncenzionali. Sicuramente è ritenuto un peccato molto grave, mortale per intenderci, ma non soggetto a scomunica certamente (altrimenti la chiesa non avrebbe più fedeli da un pezzo!).
C'è inoltre da dire che questo divieto non è proprio solo del cristianesimo: anche presso i greci ed i romani (però presso questi ultimi le cose con il tempo sono un po' cambiate, vedi la dissolutezza di cui parlano gli autori come Giovenale) il sesso prima del matrimonio non era consentito, ma con una differenza: ciò valeva esclusivamente per le donne. Invece l'ebraismo ed il cristianesimo lo prevedono per entrambi i sessi (in questo c'è sostanziale parità).
|
La questione diventa complessa...
Il cristianesimo non prevede la scomunica per gli "atti impuri" (che io non confonderei con il sesso prematrimoniale) perchè esiste il meccanismo della remissione dei peccati. Si tratta in tutto e per tutto di un rito di riconquista di uno stato iniziale di purezza; passa un po' in sordina solo perchè ormai ha perso sacralità e anche platealità (in sudarabia per esempio le confessioni era pubbliche).
Quindi riassumendo il "puro" perde il suo stato commettendo una serie di azioni disdicevoli, quindi compie un rito (la confessione), supervisionato da uno specialista, per espiare i propri mali. Inoltre teoricamente per accedere alla comunione, che è l'atto fondamentale e autoidentificante della religione cristiana, occorrerebbe essere in uno stato di purezza.
Il punto comunque non è neanche tanto questo perchè le tre principali religioni monoteiste hanno fatto "slittare" tante manifestazioni del proprio potere nel campo della vita ultraterrena. Non esiste più l'effettiva possibilità di emarginare l'impuro, ma ci si riserva escluderlo dal paradiso una volta nell'aldilà.
Parlando poi del divieto dei rapporti prematrimoniali bisogna fare la fondamentale differenza tra questi e la generale condanna del sesso senza fine procreativo. Sono pochissime le culture che prevedono, per le donne, un'educazione sessuale pratica prima del matrimonio (a parte che normalmente il matrimonio avviene appena una donna è biologicamente feconda).
La condanna del sesso come atto in sé è puramente cristiana, non saprei dove cercarne la matrice ma di certo non esiste in altre grandi religioni come l'islam.
|

10-May-2008
|
 |
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Feb 2006
|
|
Quote:
Stefano
La condanna del sesso come atto in sé è puramente cristiana, non saprei dove cercarne la matrice ma di certo non esiste in altre grandi religioni come l'islam.
|
L'islam comunque condanna il sesso prima del matrimonio. E comunque la condanna del sesso come atto in sè non c'è nel Nuovo Testamento. A riguardo posso citare S. Paolo: in una delle sue lettere (Prima lettera ai Corinzi, 7, 3-5), l'apostolo dice che moglie e marito non devono assolutamente negarsi fisicamente l'uno all'altra. E badate: non solo la donna non dovrebbe mai rifiutarsi all'uomo, ma anche il contrario. Questo perché con il matrimonio il corpo di una donna non è più solo suo, ma anche del marito e viceversa. Le uniche eccezioni che S. Paolo ammette per l'astinenza sono quelle che riguardano la preghiera.
__________________
|

11-May-2008
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
Bhè vedo che siamo arrivati a untema "hot".... ;-) ok scherzo...
Comunque vorrei ricordare come la verginità sia spesso segno di purezza, e prerogativa femminile nelle nascite "importanti" come quelle di Romolo, Servio Tullio, Caeculo (per quanto riguarda il folklore laziale-medio italico) ma ricordiamo anche l'esempio di Gesù.
Inoltre anche la stessa parola che ormai ci fa pensare solo all'assenza di vita sessuale in realtà:
"casto/a" dal latino castus-us dal Thesaurus: "castud (abl.): abstinentia quaedam, quam religionis causa subibant."
Bhè ok ho buttato lì un paio di argomenti, che mi stanno a cuore....
spero di continuare insieme a voi :-P
__________________
CIAUZ!!!
|

11-May-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: May 2008
|
|
Beh, io ho detto due cose:
1. che il concetto b è simile alla scomunica cristiana;
2. che per i cristiani sono impure molte pratiche sessuali.
Non intendevo dire che il sesso prematrimoniale o ricreativo prevede la scomunica.
Benchè effettivamente si intenda scomunicato il fedele che spezza il vincolo-sacramento del matrimonio. Egli può assistere alle funzioni e non può accedere alla comunione.
>Leda, considerato in numero di divorzi in Italia, a me questa ragione sembrerebbe sufficiente a ritenere prossima alla fine la dottrina cristiana. Ma temo che servirà ben altro.
Quello che invece volevo sottolineare è che i tabù di tipo sessuale hanno ragioni sociali: un figlio illegittimo è sempre difficile da gestire ed inquadrare. Anche perchè la madre è certa, ma come fai a determinare chi è il padre?
Nell'antica Roma gli uomini potevano accoppiarsi tranquillamente con donne di rango inferiore (uno schiava magari) perchè un figlio eventuale non avrebbe potuto pretendere di essere riconosciuto.
Il cristianesimo non poteva certamente assecondare quest'etica (e ci mancherebbe)! Procreare vienne ammesso solo entro il vincolo matrimoniale perchè così l'uomo è obbligato ad accudire e sostenere la sua prole.
Ultima Modifica di Seplasia : 11-May-2008 19:15.
|

11-May-2008
|
 |
Utente attivo
|
|
Data Registrazione: May 2008
|
|
Tornando ai tabù alimentari, vorrei citare uno dei miei miti, cioè Jared Diamond.
In "Collasso" riporta l'esempio della colonia in Groenlandia di Erik il Rosso, presso la quale, come si desume dalle evidenze archeologiche, NON si mangiava pesce. Sembrerebbe assurdo: quelle coste sono straordinariamente pescose, mentre l'allevamento comporta molte difficoltà dato il clima rigido, nè esistevano tabù che vietavano l'uso di pesce presso le popolazioni scandinave da cui essi provenivano.
La ragione per cui spesso le carni animali o i prodotti ittici sono oggetto di tabù è che essi sviluppano batteri e protozoi molto più facilmente dei cibi vegetali, provocando spesso intossicazioni o altre malattie potenzialmente letali.
Si può ipotizzare che Erik il Rosso, poco dopo essersi stanziato in Groenlandia, si sia ammalato per aver ingerito del pesce poco fresco. In seguito, per paura che il morbo potesse nuovamente manifestarsi, tutti i coloni avrebbero potuto decidere di eliminare per sempre questo alimento dalla propria dieta.
Inutile dire che questa precauzione, finalizzata alla conservazione della colonia, fu una delle cause determinanti che condussero la colonia al collasso.
Ultima Modifica di Seplasia : 11-May-2008 19:17.
|

11-May-2008
|
 |
AI gens
|
|
Data Registrazione: Jan 2006
|
|
A un livello più generale comunque il concetto di purezza prevede molte privazioni e tabù dal cibo al linguaggio a quelli sessuali o sociali. La qualità di purezza è essenzialmente una qualità dello spirito che viene influenzato dagli atti del corpo, per cui mantenere la purezza di spirito prevede determinati atti. e' coinvolto comunque anche il pensiero, non solo dunque bisogna non compiere atti impuri ma neanche avere pensieri impuri . La purezza perduta poi si riacquista tramite alcuni rituali, che rientrano nella sfera del religioso ma non necessariamente debbono essere officiati da sacerdoti, almeno non in tutte le culture. Basti pensare agli asceti indù ,che devono osservare tutta una serie di precetti, senza dubbio religiosi, ma non necessariamente col tramite di un sacerdote.
Nell'antica grecia, il dio della purificazione è Apollo, poichè egli stesso dovette purificarsi dopo aver ucciso( e dunque inglobato) Pitone. Egli non a caso è anche il dio della meditazione e delle arti(dove poi spesso entra in gioco anche l'alter ego Dioniso) ,il cui significato catartico è stato accennato da dizzi.
__________________
Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
Ultima Modifica di Aquamarina : 11-May-2008 19:23.
|

12-May-2008
|
|
AI senatus
|
|
Data Registrazione: Apr 2007
|
|
Quote:
Stefano
... Quindi riassumendo il "puro" perde il suo stato commettendo una serie di azioni disdicevoli, quindi compie un rito (la confessione), supervisionato da uno specialista, per espiare i propri mali ...
|
Correggetemi se sbaglio: io avevo capito che secondo il cristianesimo ogni essere umano "d'ufficio" nasce impuro per via del peccato originale: il neonato/bambino (che non può aver commesso nessun tipo di atto impuro) viene poi purificato col battesimo, altrimenti, se muore senza battesimo andava n | | |