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Vai Indietro   Archeologia Italiana Forum > il Tema del Mese > Tema del Mese. Discussione

Tema del Mese. Discussione In questo forum si discute il tema del mese scelto tramite votazione dagli amici della comunità di AI. I temi trattati riguardano l'archeologia, l'arte antica, la storia antica e altri argomenti collegati all'antico.


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Vecchio 06-July-2008
L'avatar di  ivan
Amministratore AI
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Vobarno (BS)
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Predefinito [Luglio 2008] La percezione (in senso lato) dell' antico per noi moderni

Titolo della discussione del mese di giugno:
La percezione (in senso lato) dell'antico per noi moderni

Testo del messaggio con la proposta:
Che ne dite di discutere sulla percezione (in senso lato) dell'antico che abbiamo noi 'moderni'? I punti di vista da considerare sono tantissimi e potrebbero venir fuori commenti molto variegati

Utente che ha proposto la discussione:
dizzi

Ivan

PS.
Luglio e agosto sono mesi di vacanze, quindi non verrà attivata la votazione per la scelta delle discussioni da trattare; per questo mese e per il prossimo verranno selezionate le discussioni che a Giugno avevano ricevuto il maggior numero di voti come seconda e terza proposta.
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Arrestateci tutti! - Un appello contro il disegno di legge vergogna sulle intercettazioni e per la libertà d'informazione
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  #2 (permalink)  
Vecchio 07-July-2008
AI senatus
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 979
Predefinito

Quando ho proposto l'argomento avevo in mente un disegno pubblicato per fini didattici su una vecchia rivista di un'associazione ambientalista che rappresentava un bel bosco, pieno di piante e animali, e alcuni umani: ogni umano, guardando il bosco, aveva una percezione diversa (rappresentata tramite un fumetto) a secondo del suo contesto mentale: il taglialegna immaginava una catasta di ciocchi e assi di legno, il bambino un prato per giocare a palla, il biologo tanti soggetti da studiare, il costruttore un grande quartiere residenziale, il collezionista tante farfalle da catturare, il criminale un grande falò etc.

Ho pensato che 'noi moderni' (intesi come comunità sociale) abbiamo percepito e percepiamo l'antico tramite diversi filtri mentali che variano dalla suggestione romantica di fascinazione, alla prospettiva di lucrare, alla curiosità scientifica o curiosità isterica, alla volontà di strumentalizzare politicamente il passato e molto altro.
Io proporrei di tentare di analizzare i vari punti di vista, condivisibili o non (vedo che l'argomento dell'equiparazione monumento-scopo di lucro è già in corso di discussione).
E lancio il primo punto di vista, quello estetico-romantico: fascino delle rovine, suggestione irrazionale etc.
Io credo di aver provato qualcosa di simile alla sindrome di Standhal quando ho visitato in notturna, con una speciale illuminazione e senza le centinaia di turisti, la basilica di S. Marco a Venezia; io e il gruppetto in visita eravamo immobili seduti sulle panche a testa in su abbacinati dai mosaici, la spiegazione (molto dotta) che stavamo ascoltando era quasi rumore di fondo...
Quando ho visitato il British Museum sono tornata a casa stanca morta e ho fatto sogni agitati per almeno un paio di notti in cui tutti i soggetti dei delle sculture, dei rilievi, dei vasi figurati etc (in particolare uno dei cavalieri del fregio del partenone) prendevano vita e mi dicevano che quello che c'era scritto sui manuali di storia dell'arte erano tutte fesserie, che noi 'moderni' non avevamo capito niente di loro...
E voi che esperienze avete avuto?

(dceg: poi ci psicanalizzi, ok? )
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In genere la gente ha ottime ragioni per costruire muri, come tenere fuori gli altri, o a volte tenerli dentro. (S.S. Van Dine)
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  #3 (permalink)  
Vecchio 07-July-2008
L'avatar di  Pablita
AI gens
 
Data Registrazione: Aug 2007
Luogo: Roma
Messaggi: 185
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Un giochetto molto simpatico...

Io sono affetta da una sorta di variante della sindrome di Stendhal. Me ne sono resa conto in sardegna, dinanzi a Su Tempiesu (Orune, NU), cioè un pozzo/tempio nuragico. Una bellissimo monumento, mantenuto molto bene e con tanto amore da una cooperativa che gestisce il sito. Sperduto fra i monti, lo raggiungi dopo una scarpinatella e, dopo una curva... eccolo apparire. Bene, vedere quel pozzo ancora funzionante (perchè l'acqua vi è ancora presente) e pensare che proprio lì gli antichi nuragici facessero voti per alleviare le loro sofferenze mi ha veramente emozionato e... non so perchè, mi sono messa a piangere. E' stata un'esperienza molto forte.
Quando potrò vi scriverò una bellissima poesia di Pasolini sul nostro argomento
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Gli uomini distruggono più della terra
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  #4 (permalink)  
Vecchio 07-July-2008
Utente attivo
 
Data Registrazione: Mar 2008
Luogo: Milano
Messaggi: 466
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Io una cosa simile l'ho provata la prima volta che mi sono recata nelle cave romane di Capo Testa.Sapere che lì,dove si divertivano e sguazzavano i turisti (sorgono a pelo dell'acqua) una volta si ammazzavano di fatica i cavatori,mi ha fatto stare male.Mi sembrava ingiusto che ci si potesse diverire in un luogo che aveva causato tante sofferenze (pensate a cosa volesse dire cavare del granito a picco sotto il sole bruciante)...
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  #5 (permalink)  
Vecchio 07-July-2008
L'avatar di  Pablita
AI gens
 
Data Registrazione: Aug 2007
Luogo: Roma
Messaggi: 185
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La gente è proprio superficiale
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Gli uomini distruggono più della terra
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  #6 (permalink)  
Vecchio 07-July-2008
L'avatar di  fraska
AI magister
 
Data Registrazione: Jun 2006
Luogo: Como
Messaggi: 219
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Credo che un pò tutti gli utenti del forum siano assolutamente affascianati e abbagliati da tutto ciò che è antico
Personalmente provo una grande emozione quando visito luoghi di interesse storico notevole..Mi emoziono a pensare che in quello stesso punto ci sia stato qualcun'altro in epoche lontanissime.
Ho sempre l'irrefrenabile istinto di toccare le cose che ho davanti agli occhi, ma ovviamente ci sono cose che possono essere toccate e altre che invece è meglio ammirarle e basta..
Chi viene con me in un museo, a visitare una città, ecc..sa che girerà come una trottola e soprattutto se ci tengo un sacco a vedere qualcosa.
Non dico che ho fatto la prima volta che ho trovato qualcosa di veramente bello ad uno scavo..
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  #7 (permalink)  
Vecchio 07-July-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,306
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Bel tema!
Pensandoci mi vengono in mente considerazioni di almeo due tipi diversi:

Da un lato, come si è detto sinora l'incontro personale con l'antico: Ricordo l'emozione, un qualche senso del sacro quando a Paestum vidi volteggiare i corvi neri nel cielo azzurro tra i templi immersi nella luce dorata della sera!
Penso all'emozione che si prova nel veredere e ancor più nel tenere in mano oggetti vecchi taluni di millenni, altri molto meno, ma ricchi di storia, di ricordi, che ci dicono ancora qualcosa dei loro proprietari, o che fanno rivivere chi non c'è più, fosse a noi noto o no. Ricordo ancora l'orrore che provai a Volterra entrando in quel che resta di una tomba etrusca (non lontano da S. Giusto se ben ricordo) ridotta a latrina!
E poi gli aspetti culturali, il passato come base del nostro presente e, speriamo, presupposto di un futuro, il ritrovare ad esempio nelle opere letterarie, ma anche nelle pitture o sculture simboli, sentimenti, valori che sono ancora i nostri, che possiamo capire e condividere.
Ricordo qui, e credo di averlo citato anche in passato il bel libro "a tre mani" di Musatti, Freud e Jensen: Gradiva, in cui appunto si confonde passato e presente in un "delirio" affascinante.

Un altro aspetto è quello della recezione culturale in senso ampio, dal Rinascimento (ma non solo, vi è una recezione dell'antico anche precedente, o meglio non vi è mai stato un taglio netto, in poi; gli influssi che le scoperte archeologiche, Pompei ed Ercolano con Winckelmann e poi il Neoclassicismo, la Campagna di Egitto e Napoleone, ecc. hanno avuto sulle mode, sul gusto passando dagli aspetti più evidenti dell'architettura ufficiale agli oggetti d'uso comune.

Si potrebbe poi parlare della commercializzazione dell'antico in ambito turistico, dei film (tema già trattato qui), della letteratura.

Un discorso assai ampio quindi, articolato e masgari non privo di spunti per ulteriori considerazioni.
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dott. Claudio Giorgini

Ultima Modifica di dceg : 08-July-2008 09:50.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 08-July-2008
L'avatar di  fraska
AI magister
 
Data Registrazione: Jun 2006
Luogo: Como
Messaggi: 219
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Interessante lo spunto proposto da dceg...

C'è anche da dire che io noto anche un assai diffuso disinteresse verso il passato e verso tutto quello che appassiona noi, tutti gli studiosi di storia, archeologia, antropologia, ecc...e gente che è appassionata e curiosa di natura.
Noto, in senso più stretto per fare un esempio, già tra i miei coetanei e i miei amici la banalissima repulsione verso la storia..quella che si studia a scuola..come se il passato non fosse utile, interessante.
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  #9 (permalink)  
Vecchio 08-July-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
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Luogo: Stuhlingen (Germania)
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Quote:
fraska Visualizza Messaggio
la banalissima repulsione verso la storia..quella che si studia a scuola..
Dipenderà dagli insegnanti? - Io ho imparato ad amare veramente la storia al liceo, quando ho capito, grazie all'insegnante che avevo, che la storia non solo descrive gli eventi, ma spiega, fa capire il passato ed il presente.
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dott. Claudio Giorgini
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  #10 (permalink)  
Vecchio 08-July-2008
L'avatar di  fraska
AI magister
 
Data Registrazione: Jun 2006
Luogo: Como
Messaggi: 219
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Quote:
dceg Visualizza Messaggio
Dipenderà dagli insegnanti? - Io ho imparato ad amare veramente la storia al liceo, quando ho capito, grazie all'insegnante che avevo, che la storia non solo descrive gli eventi, ma spiega, fa capire il passato ed il presente.
Si si, anche per quello sicuramente...
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  #11 (permalink)  
Vecchio 08-July-2008
L'avatar di  dceg
AI senatus
 
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Luogo: Stuhlingen (Germania)
Messaggi: 2,306
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Ci sono degli incontri determinanti, di cui si capisce magari in seguito l'importanza. Al liceo usavamo i testi di Giorgio Spini, (Giorgio Spini - Wikipedia) ed un giorno lo storico venne a Trieste per una conferenza. Il nostro insegnante di storia e filosofia, suo amico, credo di studi, ce lo fece conoscere ed avemmo un incontro e un colloquio interessantissimo, che ricordo ancora a distanza di oltre quarantacinque anni. Capii allora che cosa significa non solo la storia ma anche essere storici, essere capaci cioè di vedere e di dare una prospettiva agli eventi, al passato, al presente e forse al futuro.
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dott. Claudio Giorgini
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  #12 (permalink)  
Vecchio 08-July-2008
AI senatus
 
Data Registrazione: Apr 2007
Messaggi: 979
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Il mio prof di latino e greco ci portò a sentire un seminario di L. Canfora e siamo rimasti tutti stupiti tra la differenza tra la storia 'da manuale' e lo studio critico e storiografico, che affrontavamo si al liceo, ma sentire dal vivo un grande storico che parla a braccio e collega, commentandoli, argomenti del passato con la vita attuale è stata tutta un'altra cosa (dalla mia classe sono poi usciti prevalentemente ingegneri, avvocati, medici, farmacisti e commercialisti, comunque tutti interessati alla storia della propria disciplina -soprattutto il medico, il più umanista tra gli scienziati, secondo me; archeologi e storici pochi, solo 3-4)
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  #13 (permalink)  
Vecchio 08-July-2008
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2006
Messaggi: 1,374
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Anche per me c'è un richiamo romantico verso il passato, in fattispecie il passato più antico, poichè mi fa immaginare e mi aiuta a ricostruire quello che a partire dal neolitico abbaimo in parte definitivamente perso e che mai rivedremo, cioè il mondo non completamente antropizzato, l'uomo in una situazione del tutto simile a quella degli altri animali, e in rapporto pressocchè paritario con essi....Durante gli anni dell'università pian piano ho spinto sempre più indietro la mia curiosità scientifica, una volta studiato un esame mi veniva voglia di sapere cosa e chi c'era stato prima.... ed è così che mi sono innamorata del paleolitico. Ora trovo molta soddisfazione intellettuale ed emotiva nel tentare di ricostruire ciò che resta tra prima e dopo, ciò che passa e ciò che rimane nascosto, ciò che deve essere scavato e ciò che è a vista, in una stratigrafia materiale così come in una "stratigrafia dell'anima".

Ritengo anche che nelle società moderne conti molto il periodo storico cui le vaire tendenze socioculturali intendono richiamarsi e che forse lo studio e l'interesse particolare per un epoca passata data dia il segno dei tempi presenti... come osserva secondo me in modo molto giusto e che mi sento di condividere in pieno F. Martini nel suo più recente libro, "Esse(le scienze archeologiche) hanno come scopo ridare corpo e voce alle reliquie del passato per dare corpo e voce alle conoscenze del nostro tempo".

Sarebbe interessante a questo punto inserire anche qualche nota un pò più antropologica, pensando a quelle società che il passato se lo ricordano ancora attraverso metodi "tradizionali" e rislagono fino almeno alla quinta generazione senza bisogno di alcun registro o che si arrabbiano molto quando moderni archeologi appartenenti a diverse culture vanno a riesumare,con finalità scientifiche , quelli che essi considerano ancora i "loro" (nel senso di un legame generazionale diretto) morti.
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Quando mente e corpo sono in perfetta unione, l'uomo si fonde con l'universo, e quasi una eco risuona dall’uno all'altro.
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  #14 (permalink)  
Vecchio 09-July-2008
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Jun 2008
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