Capisco il tuo stato d'animo, pensa che io nel passaggio da triennale a specialistica ho dovuto aggiungere 60 crediti di recupero!praticamente un anno in più! e pensa che io ho fatto triennio e biennio nello stesso ateneo, solo che venivo da lettere antiche (con indirizzo ARCHEOLOGICO) e non da beni archeologici... ti dico anche che quando me lo dissero non la presi bene, mi sentivo penalizzato solo per aver fatto lettere, e tutti i miei esami di latino e greco sembravano carta straccia. Ma ti dico un'altra cosa, per quel minimo (minimo minimo) di esperienza che ho maturato in questo tempo: non te la prendere, il tempo speso in formazione non è mai buttato via. Laurearsi in 3+2 = 5 anni filati, correndo, approfittando del fatto che gli esami di triennale spesso si possono preparare in pochi giorni e che le tesi(ne) di triennale si possono scrivere in poco tempo, non porta a niente: forse arriverai giovanissimo sul mondo del lavoro, ma il mondo del lavoro esige formazione e preparazione, e quello che sfugge nel Nuovo Ordinamento prima o poi ti torna davanti. Io vedo tante persone che si laureano sfruttando il Nuovo Ordinamento, veloci veloci, e che si riversano sul mercato lavorativo con conoscenze approssimative. Il risultato è che l'ambiente finisce per considerare il N.Ord. come una fabbrica di ignoranti, e le porte si chiudono. Tu, che mi sembri un ragazzo con voglia di studiare, datti da fare e non sperare in quella specie di maxi-indulto di cui si vocifera: chi ne beneficerà si potrà laureare prima, ma se tu passi un anno in più all'Università, a studiare materie archeologiche, avrai una preparazione più vasta, e potrai lottare nei concorsi o dove ti pare con delle spalle più solide. E soprattutto non perdere la voglia di fare. La gente rinuncia ai concorsi perchè tanto passano solo i raccomandati, rinuncia alle passioni perchè tanto sono solo per pochi eletti,ma spesso lo rimpiange tutta la vita. I raccomandati, le ingiustizie, i freni, le porte chiuse esistono, ma alla fine chi vale serve sempre, in tutti i campi. Coraggio!
Michele
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