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Università. Sezione Generica Le problematiche relative allo studio delle discipline umanistiche: richieste, scambio di impressioni su istituti o corsi frequentati o di esperienze nei settori della ricerca. Qui vanno le discussioni generiche non relative ad uno specifico istituto. Le discussioni specifiche vanno nelle sotto categorie


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Vecchio 26-October-2005
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Predefinito archeo

Ciao mi chiano Chiara, sono nuova del sito... Sto per concludere gli studi di lettere classiche, indirizzo archeologico alla Cattolica di Brescia (mia città). Sono rimasta al vecchio ordinamento perchè col nuovo l'archeologia sarebbe praticamente sparita..
Sto guardandomi in giro per il lavoro, ma è letteralmente un disastro..
Mi sarebbe piaciuto intraprendere la carriera accademica, ma con le riforme fatte mi è stata da tutti vivamente sconsigliata..
non so a chi rivolgermi. I miei professori mi hanno suggerito di rompere le scatole a più persone sperando che qualche anima pietosa mi aiuti..
C'è qualcuno che può consigliarmi qualcosa?
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Vecchio 26-October-2005
L'avatar di  Janez
AI gens
 
Data Registrazione: Oct 2005
Messaggi: 349
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Ciao Chiara81,
anch'io sono nuovo del forum e colgo l'occasione per salutare tutti.
Molto dipende da che cosa hai intenzione di fare tu! Non è che l'archeologo sia un lavoro univoco, se hai intenzione di dedicarti alla professione devi almeno farci sapere che esperienze hai già maturato durante gli anni di università e se hai l'esigenza di guadagnare subito o puoi permetterti un periodo più o meno lungo durante il quale lavorare in perdita. Sei disposta a viaggiare e spostarti? Come dicono i tedeschi, sei un "maiale da scavo" o una "delinquente da scrivania"?
Saluti.
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Vecchio 26-October-2005
L'avatar di  Karl
AI senatus
 
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Sono sulla tua stessa barca Chiara. La riforma è quel che è, ahimè, però se quello era il tuo primo obiettivo, io non lo metterei completamente da parte (che so, provare coi dottorati di ricerca per esempio, anche se facile non è). Per il resto in effetti il rompere le scatole è il consiglio migliore. Associazioni (di vario tipo, dallo scavo alla didattica), musei, privati, centri-scavo, riviste, case editrici, professori stessi (che per inciso potrebbero anche prodigarsi un poco di più, almeno nei consigli, dato che di contatti e di esperienza ne hanno comunque sempre di più di quelli che può avere un laureando o un neo-laureato), e qualsiasi idea ti possa venire in mente o qualsiasi cosa ti possa capitare sotto mano, anche casualmente, "vivendo" (piccolo stupido esempio personale: tempo fa al padrone di un locale venne il desiderio di organizzare serate culturali a tema, io lo frequentavo, ero nei dintorni... La cosa non è andata in porto per questioni personali, ma è solo per dire che non sai mai da dove può venirti qualcosa di buono). C'è poi anche da considerare un'altro aspetto. Non è detto che, soprattutto all'inizio, l'archeologia e quello che le gira intorno, o anche più generalmente il mondo della cultura, pur magari impegnandoti parecchio, riesca a darti di che vivere. Potrebbe essere necessario invece prendere in considerazione l'eventualità di scindere, almeno per un po', la fonte da cui proviene lo stipendio da quella che ti permette di fare ciò che ti piace e per cui hai studiato. Nè è detto comunque che l'esperienza nel frattempo acquisita sbocchi necessariamente in un lavoro vero e proprio. Brutto da dire, ma nel caso peggiore... Capisco benissimo l'impazienza, sacrosanta (ed anche la necessità a volte), la demoralizzazione, la disillusione, i muri, e il vedere le proprie potenzialità sprecate (anche un po' presuntuosamente magari, ma un po' di presunzione non guasta), ma non vedo altre vie.
Del resto non è una novità: meno fondi per ricerca e cultura - da noi problema strutturale e non solo degli ultimi anni -, meno possibilità di impiegare le persone e di "sfruttare" le loro potenzialità e quelle dei loro cervelli, nonchè i risultati - culturali, scientifici, economici - che eventualmente questo produrrebbe. Il che provoca un circolo vizioso e la famosa fuga all'estero - anche se a mio avviso l'indifferenza verso certi campi del sapere e della conoscenza rientra in una tendenza generale, presente nella nostra società e nella nostra cultura, e non limitata solo all'Italia.
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Vecchio 26-October-2005
Nuovo Utente
 
Data Registrazione: Oct 2005
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Il mio sogno più grande sarebbe quello di fare l'Egittologa... Mi rendo conto di volare troppo in alto, ma a sentire quello che mi hanno detto le persone con cui ho parlato, è la sola cosa che mi resta da fare..
Mi piacerebbe lavorare in ambito accademico, ma serve il dottorato che per inciso è incompatibile con qualsiasi altra attività lavorativa, e che quasi certamente non servirà a nulla perchè con la riforma fatta prima dei 40 almeno sarei precaria. I miei professori mi hanno vivamente sconsiglaito di imbercarmi in questo. Oppure mi piacerebbe lavorare come ricercatrice, o nei musei o nel campo del restauro (cammino credo da quanto capito complicatissimo e di tutt'altro genere...)..insomma, mi acconteterei anche di spolverare i vari reperti di un museo se servisse a qualcosa...
Vorrei solo che qualcuno mi desse qualche informazione precisa. Che mi dicesse dove devo andare, con chi parlare...
Purtroppo devo dire di non avere alcuna esperienza nel settore.
I primi anni seguivo tutte le lezioni come una pazza, poi ho cominciato a lavorare part time (cosa che continuo a fare anche ora) e come se non bastasse, ho sempre studiato da matti per sapere sempre tutto e per mantenere una media alta indispensabile per entrare in una scuola triennale di specializzazione. Cosa che ora come ora dubito di fare visto che i miei professori mi hanno detto che tanto non ti dà garanzie in più a livello lavorativo. Sono praticamente 3 anni buttati o quasi. E io non posso permettermelo.
Oltretutto dato che in Cattolica a Brescia di archeologia ci sono solo due esami, ho pensato bene di fare un passaggio di piano di studi con la Cattolica di Milano, più ricca in tal senso.
Beh, in totale i miei esami sono quasi 40! Per fortuna me ne mancano pochi.. Sarei già laureata con anticipo, ma ci sono sempre mille intoppi.. Non ce la faccio proprio più..
Brescia è una città ricchissima a livello archeologico, ma per assurdo è difficile trovare qualcuno a cui rivolgersi..
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Vecchio 27-October-2005
L'avatar di  Janez
AI gens
 
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Andiamo per punti che è meglio, dalla tua risposta cercherò di estrapolare ciò che mi dà un punto di partenza per darti alcune "risposte".
1° Non sei ancora laureata, pensavo il contrario leggendo il tuo primo post.
2° Mi pare di capire che in parte ti mantieni da sola, almeno per quanto riguarda le tue spese personali.
3° Non hai la ben che minima esperienza sul campo pratico o sbaglio!?
4° Parli dell'egitttologia come del tuo sogno preferito, ma almeno il tuo programma di studi verte in quella direzione?
5° Chi ha detto che le scuole di specializzazione non servono a nulla?! Se intendi entrare nel "giro" o fare concorsi in soprintendenza, (sono anni che non ne fanno uno a livello nazionale, sigh), una strada può essere questa.
6° Sei ancora troppo vaga per darti un buon consiglio, Karl ha detto una cosa sacrosanta, l'importante è entrare nel "giro", non importa la strada.
La strada la si trova attraverso se stessi, quando si sa fino a che livello siamo pronti a sacrificarci per raggiungere un obiettivo, il resto è anche fortuna.
Ti faccio un esempio pratico, in Italia ormai esistono diverse cooperative di scavo, sono sempre alla ricerca di persone neolaureate a cui far imbracciare il piccone dietro retribuzione alquanto scarsa, è un lavoro massacrante, ma che ti permette di entrare nel "giro". Non me ne vogliano i soci delle suddette, non voglio parlare male di loro, la gavetta è una cosa che trovi anche da altre parti in altri lavori, va fatta e basta!
E ricordati una cosa importante! L'archeologia non si concilia affatto o quasi con l'idea di avere anche una famiglia, salvo casi particolari.
Non per essere sessista, ma questa ultima è di mia moglie, mamma-archeologa.
Aspetto qualcosa di più preciso da te e riuscirò anche io ad esserlo maggiormente.
Saluti.
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Vecchio 27-October-2005
L'avatar di  Karl
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Due cose (così mi chiarisco le idee anch'io, essendo grosso modo in mezzo allo stesso guado). La prima. Se vuoi (e puoi) continuare un percorso formativo dopo la laurea, le strade credo siano o la specializzazione o il dottorato di ricerca (volendo entrambi... Dipende sempre da ciò che uno vuole e può fare, economicamente parlando anche, e mettendo ovviamente e giustamente in conto eventuali sbocchi a fronte di 2 o 3 o 5 anni di studio, come minimo. E questo sempre se ci si riesce ad entrare). Volendo, c'è anche la Scuola Superiore di Studi del Vicino Oriente Antico (www.vicinoriente.it/scuola.html), e sono altri 5 anni come minimo. Egittologia, bene. Di solito si inizia dando una tesi in Egittologia, no? Da quel che scrivi però mi pare di aver capito che nel tuo caso non è così, se ho capito bene, come mai?
La seconda. Per quel che riguarda la ricerca e sostanzialmente qualsiasi altra cosa in questo campo, mi pare di capire, e non solo qui ma nel mondo del lavoro in generale oggi, credo che la precarietà sia qualcosa alla quale dobbiamo abituarci. Il che non esclude il cercare di ottenere di meglio e, soprattutto, il cercare di lottare per invertire la rotta, ma per intanto... le cose stanno così
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Vecchio 27-October-2005
L'avatar di  Karl
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Oh, ancora una cosa. Vero che la specializzazione non ti dà garanzie lavorative, ma del resto niente te le dà. Non solo ma, come scrive Janez, i concorsi sono "bloccati" da un po', e in ogni caso per quel che ne so gli esami per la soprintendenza non sono affatto facili, nè di per sè, nè se consideri l'eventuale rapporto candidati/posti disponibili. Considera però che da certi livelli in su la specializzazione è obbligatoria. Certo considera anche se è questa la strada che vuoi tentare, o se già non ti attira proprio. (Cioè voglio dire, se il cuore batte per la ricerca, probabilmente meglio tentare prima il dottorato, anche se di solito i posti disponibili sono di meno rispetto alla specializzazione, che non la specializzazione). Al di là di questo (lavoro, concorsi, carriera...) considera però quel che scrive Janez, e cioè è un modo per entrare nel giro. Difatti la specializzazione non è l'università, di solito c'è - o dovrebbe esserci - un'attenzione maggiore alla pratica, e soprattutto collaborazioni varie, il che non guasta alla ricerca di un lavoro... (e avresti un "titolo" in più da "esibire"). Considera anche che i ritmi stessi della specializzazione sono diversi da quelli universitari, di solito una decina di esami suddivisi in tre anni, e lezioni piuttosto diradate nel tempo... Detto ciò sta a te capire, sempre se hai le possibilità materiali per scegliere, quanto ne valga la pena rispetto ad altre strade oppure no
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  #8 (permalink)  
Vecchio 27-October-2005
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Data Registrazione: Dec 2002
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questo forum è tremendo. Chiara, ti avevo scritto una risposta lunga 2 chilometri, ma avevo scordato di fare il login e per farlo ho cancellato il messaggio. Adesso non ho cuore di riscriverlo, ho ancora troppe cose da fare.
Ma ascolta i preziosi consigli degli amici che ti hanno già risposto, e nei quali mi rispecchio fedelmente per pensiero ed esperienza. Anch'io infatti, arrivata a un passo dal sognato posto in università, sono ancora qui che aspetto. Nel frattempo ho avuto una bambina stupenda che ora ha 4 anni, e ho vinto il posto di ruolo nella scuola media. Mi sono riciclata. Con i mie bufaloni sto bene, l'ambiente umano è infinitamente più sano. Intendiamoci: la ricerca mi manca, a volte ho una nostalgia canaglia dei pomeriggio passati in biblioteca o in museo. Quando cammino per strada e vedo un buco (fogne, cavi ecc.) guardo le sezioni. Ma non dispero di tornare alle mie passioni, con la libertà di scegliere ciò che mi piace. Nella scuola sono infinitamente più stanca, ma infinitamente meno frustrata. La mia autostima è aumentata a dismisura. Dopo aver fatto tutto ciò che potevo, ho scelto un percorso forse meno adatto alla mia intelligenza, ma più adatto alla mia anima.
Quindi: giusto sognare, alla grande anche. Gioca tutto ciò che hai. Ma il pragmatismo e il pensiero positivo impongono, se e quando necessario, di abbandonare un obiettivo che non è più alla nostra portata per cercare nuove strade percorribili. La vita è piena di opportunità, spesso imprevedibili. Coraggio allora!

Anna
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  #9 (permalink)  
Vecchio 01-November-2005
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Anch'io sono d'accordo che non ha importanza come, ma ciò che conta è entrare nel giro..il problema è riuscirci..Bisogna tentarle tutte, mai arrendersi.. è ovvio che nella vita niente è certo, lavoro in primis...
io ho fatto sempre il contrario di quello che per me sarebbe stato più comodo..ma, nonostante io sia una persona che vive di tantissimi sogni, si arriva ad un punto in cui bisogna fare i conti con la realtà
Per quanto riguarda le scuole di specializzazione o i dottorati non ritengo affatto che siano inutili, anzi.. Stando a quello che mi hanno però detto persone del settore, oggi come oggi hanno perso parecchio di valore.
In teoria uno dovrebbe prendere la laurea, fare la specializzione e fare il dottorato per trovarsi a 30 anni a non aver ancora finito, senza un posto di lavoro fisso..ovviamente spero che non sarebbe così per tutti..
Personalmente non potrei permettermi di fare così. Mi piacerebbe da morire, ma non posso proprio. Sia per questioni economiche , sia per questioni di tempo.
Questo quadro non me lo sono sognato..mi è stato prospettato da persone competenti che mi hanno suggerito strade diverse, forse anche più efficaci delle tradizionali.. Penso che una persona che compie un iter non così semplice abbia tutto il diritto di sperare in qualche certezza in più..
Che ne pensate dei master per esempio?
So poco in tal senso, voi che dite? ce n'è qualcuno di interessante qua e là...

Ps: per quanto riguarda l'egittologia, non ho potuto far nulla perchè in Cattolica a Brecia e a Milano per il mio piano di studi non è contemplata..purtroppo a questo non ho potuto porre rimedio..[/list][/i]
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  #10 (permalink)  
Vecchio 01-November-2005
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Sì purtroppo il percorso che hai tratteggiato, per quanto ne so, è quello che ti vede a 30 anni suonati - e io ne ho già 27! - senza avere necessariamente chissà quali prospettive lavorative (e spesso neanche chissà quale esperienza...), nonostante magari titoli vari. Chi conosco che ha intrapreso questo percorso, di solito ha avuto o ha alle spalle, quanto meno, la possibilità di un sostegno familiare (anche se la prospettiva di dipendere così a lungo dalla famiglia, luoghi comuni a parte, non credo che alletti granchè... Almeno non alletta me, considerando anche il fatto che gli sbocchi non sono certi per niente).
Per quel che riguarda il discorso sui master, ci son da dire alcune cose. La prima è che alcuni, non me ne vogliano coloro che li frequentano e coloro che li organizzano, non sono molto più di "specchietti per le allodole", sia come qualità che come prospettive lavorative, di collaborazioni, stage, ecc. Alcuni però eh, non sono tutti così, e anzi ce n'è qualcuno che secondo me apre strade poco esplorate, e quindi offre probabilmente possibilità maggiori, sia a livello formativo che lavorativo.
La seconda è il discorso costi e durata, a confronto con la qualità e gli eventuali sbocchi lavorativi. Alcuni master durano diversi anni e costano diverse migliaia di euro, ma a mio avviso non offrono nè una grande qualità formativa, nè chissà quali possibilità di esperienza e di lavoro (leggevo qualche giorno fa di un master in giornalismo del costo, se non erro, di una decina di migliaia di euro, che francamente, a parte il prezzo piuttosto elevato, non è che mi abbia entusiasmato granchè, nè per i corsi previsti, nè per le collaborazioni, nè per altro).
Per esempio, visto il mio percorso universitario, che passa per il corso di laurea in storia, e visto anche il mio diploma di perito informatico, sto facendo un pensierino sul master in storia e storiografia multimediale dell'Università degli Studi Roma Tre. E' riservato ai laureati del vecchio ordinamento e a quelli del nuovo, ma solo quinquennali (si confida infatti sulla preparazione culturale che già si possiede, concentrandosi su aspetti più specifici del rapporto coi nuovi mezzi di comunicazione e della gestione culturale e delle informazioni, mirando quindi più all'aspetto pratico, all'esperienza e all'eventuale lavoro). Il costo non è proibitivo (1300 euro), e la durata non è elevata (un anno), e le collaborazioni e gli stage sono piuttosto vari: dall'Ansa a biblioteche varie, dagli assessorati e comuni alle associazioni, da musei e fondazioni fino al ministero per i beni culturali. Anche le possibilità di scelta dell'argomento per la tesi sono piuttosto ampie, dall'antichità all'età contemporanea, dagli aspetti archeologici alla politica, ecc.
Questo così, tanto per dire che, come scrivevo l'altra volta, non sai mai cosa può capitarti di "buono" (fino a qualche giorno fa io questo master neanche lo conoscevo...). Certo non è la ricerca, e non è neanche l'archeologia da campo, è una strada differente - che a me personalmente attira ugualmente -, ma non preclude le altre nè porta via chissà quanto tempo (dopo aver impiegato un annetto o giù di lì per questo, al limite se uno può e vuole, può sempre continuare per quella strada che tu hai tratteggiato nel tuo post: specializzazione, dottorato, ecc.).
E questo anche per dire che personalmente non mi sento di sconsigliarti la via dei master, solo di cercare quello più adatto a te (a livello di qualità, formativo, di collaborazioni, lavorativo, di durata e di costi).

P.S. Per l'Egittologia avevo immaginato ci fossero stati limiti dovuti all'università specifica, peccato )
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  #11 (permalink)  
Vecchio 01-November-2005
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hai ragione...sono pienamente d'accordo con te..
Forse devo guardare a cose non strettamente legate all'archeologia, ma che magari mi portano a lei per via traverse..
purtroppo non posso davvero permettermi la specializazzione e il dottorato..
solo che non so davvero che fare..
mia madre ha una agenzia di assicurazione.lavoro lì part time. volendo avrei già il lavoro e una brillante carriera di agente assicurativo che mi aspetta, ma come faccio ad abbandonare tutto questo??
devo prendere una decisione, ma non so dove sbattere la testa...
AIUTO!!!!!!!!!!!!!
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  #12 (permalink)  
Vecchio 05-November-2005
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A suo tempo io feci una scelta pratica, faccio un lavoro che non ha nulla a che vedere con l'archeologia. Quest'ultima rimane la mia più grande passione, che pratico come volontario nei GAI. Se fatto bene, il volontariato archeologico produce buoni frutti per lo stato e soddisfazioni personali, a te comunque l'ardua decisione finale.
Saluti.
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