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Università. Sezione Generica Le problematiche relative allo studio delle discipline umanistiche: richieste, scambio di impressioni su istituti o corsi frequentati o di esperienze nei settori della ricerca. Qui vanno le discussioni generiche non relative ad uno specifico istituto. Le discussioni specifiche vanno nelle sotto categorie


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  #1 (permalink)  
Vecchio 16-February-2006
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Data Registrazione: Jan 2006
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Predefinito svilimento programmi universitari

premettendo che sono una studentessa nuova riforma, non c'è nessuno a cui sembri che nel nuovo sistema universitario il cervello dello studente sia ritenuto inferiore rispetto a qualche anno fa?
ho fatto esami in cui mi sono state spiegate le cose tramite le vignette che si usano in archeo sperimentale con i bambini....serve a qualcosa pagare le tasse allora???
tutto questo certo non può servire nella così agognata ricerca di un lavoro...mi rendo conto da sola di sapere poco di più rispetto agli operai che lavorano nei nostri cantieri.
(non che il lavoro che gli studenti fanno nei cantieri sia poi così diverso dal loro.... )
e poi ci si deve pure sentire sfottere da professori che ci ritengono poco più di semplici appassionati
bel futuro!
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  #2 (permalink)  
Vecchio 16-February-2006
L'avatar di  leda
AI senatus
 
Data Registrazione: Feb 2006
Messaggi: 1,575
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Cara Elisa,
hai proprio ragione nel sentirti svilita! Io, fortunatamente, sono riuscita a laurearmi con il vecchio ordinamento, ma alcuni esami, non quelli archeologici bensì i complementari, li ho fatti con il nuovo e mi sono resa conto della grande differenza. Il sistema dei moduli di fatto spezzetta l'esame e non permette i necessari approfondimenti; del resto, il fatto di dover calcolare le pagine di un libro sulla base delle ore che ci vogliono per studiarlo (1 CFU corrisponde infatti a tot ore di studio) limita fortemente la possibilità del prof. di rendere l'esame stesso il più possibile esaustivo. Considera, infine, che la nuova riforma ha come scopo di far aumentare il numero dei laureati, che in Italia è sempre stato tra i più bassi. Che poi questo avvenga a scapito della qualità (e quantità) dello studio non sembra interessare molto a coloro che hanno varato la riforma. L'università italiana è sempre stata considerata nel mondo tra le migliori proprio per la qualità e anche per la difficoltà, che però permetteva di sfornare laureati veramente prearati. Adesso, inevitabilmente, la media della preparazione si abbasserà di molto, come è già successo per gli altri gradi della scuola. Un consiglio? Approfondisci da sola ciò che non ti viene spiegato a lezione, chiedendo consiglio ai prof. sui libri più appropriati. La cultura si può coltivare anche da soli, se la scuola non fornisce il supporto necessario. Coraggio e in bocca al lupo!

Ciao.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 16-February-2006
L'avatar di  Karl
AI senatus
 
Data Registrazione: May 2005
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Già, quando puoi, approfondisci per conto tuo. Anch'io vecchio ordinamento, e volutamente non sono passato al nuovo, poichè davvero non mi sembrava un granchè. E poi allora, essendo all'inizio, avevano appena attivato il triennio, ma ancora non si sapeva se e quando sarebbero stati attivati gli altri due anni. I programmi nei nuovi corsi son quel che sono, piuttosto limitati rispetto ai vecchi esami. Ci sono anche cose positive, tipo il fatto che si è sfruttata questa "occasione" (diciamo così, per me è una sciagura ) per attivare nuovi corsi, e nuovi indirizzi e corsi di laurea. Ma è anche vero che certi corsi fanno sorridere (ho visto per esempio il corso di informatica che fanno nelle facoltà umanistiche... da ridere; oppure i corsetti di discipline chimiche e fisiche che fanno al corso di archeologia... Ora, per quanto mi riguarda una cosa o la fai bene o non la fai, e levare spazio, per esempio, a corsi come quello di antropologia, per me utilissimo per un archeologo - ho visto però che alcuni atenei hanno attivato corsi di antropologia del mondo antico, non male... - per avere un'infarinatura di quella roba suddetta...). Non parliamo poi della tesi... Praticamente l'equivalente di una tesina del vecchio ordinamento, o poco più quando va bene. E non avete visto magari le tesi di altre facoltà, come ingegneria. Quelle del triennio sono ridicole, copiate passo passo da internet (cosa che per una facoltà umanistica è pressochè impossibile, almeno per quel che conosco). E parlo del glorioso Politecnico di Torino, chissà altrove... E mi fermo qui va.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 16-February-2006
L'avatar di  lu
lu lu Non in Linea
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mah...
ma che università frequentate??? :?
a me non è mai successo, anzi...anche se poi io essendo di vecchio ordinamento non faccio testo.
cmq più che altro è la riforma che non va; l'idea di programmi parziali è idiota anche perchè mentre a voi ha più che dimezzato i programmi a noi del vecchio ordinamento li ha raddoppiati in alcuni casi
ma questo è un altro problema :wink:
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  #5 (permalink)  
Vecchio 16-February-2006
Utente attivo
 
Data Registrazione: Jul 2005
Luogo: Teano
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Scusate, ma stiamo nella stessa nazione? A me sembra che sta nuova riforma abbia aumentato la difficoltà. Se prima avevi un po più di tempo per prepararti una materia (anche se più approfondita), ora è impossibile restare in corso per le persone normali a causa del numero degli esami. In più i prof, convinti della facilità del sistema, aumentano gli argomenti senza neanche spiegarli (e pretendendoli all'esame fatti perfettamente).
Nella mia università, in due anni che frequento, ancora non ho visto un solo studente in corso. Si vede che da voi le cose sono diverse.
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  #6 (permalink)  
Vecchio 16-February-2006
L'avatar di  Aquamarina
AI gens
 
Data Registrazione: Jan 2006
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Io sto finalmente riuscendo a laurearmi dopo dieci anni, naturalmente vecchio ordinamento. é vero che ho anche cazzeggiato un bel pò e perso troppo tempo su esami poco attinenti all'archeologia. riguardo al nuovo ordinamento ciò che sento dire dai professori non è affattto incoraggainte: dicono che agli studenti devi imboccargli le cose col cucchiaino perchè da soli non fanno niente... non so se sia vero, però per fare solo qualche esempio, per l'esame di archeologia greca avevo una bibliografia di crca una trentina di lavori tra libri e articoli a parte i manuali ! Certo che la prof non aveva avurto il tempo(neanche col corso annuale) di mettersi a spiegarci tutto a lezione. A lezione vanno dati spunti poi lo studio lo devi fare tu....
Per lettereatura greca ho praticamente fatto 4 esami(non esamini)e seguito due corsi: uno di letyteratura e uno di metrica. Il prof lo divideva perchè era troppo lungo...in totale ci ho messo un anno!
Comunque non posso dare un giudizio sulle nuove lauree perchè non ci sto dentro. da un punto di vista esterno è bene che i corsi siano più specifici e i tempi più brevi, però se si perde in qualità....
In Francia ad esempio il percorso universitario è spezzettato in vari gradi (almeno tre prima del dottorato) però si studiano al massimo sette otto materie e bene. In tal modo si formano degli archeologi giovani e anche preparati(fanno molta pratica)....
Spero comunque per gli studenti che sono nel nuovo ordinamento che la situaziuone migliori e rinnovo l'invito ad approfondire per conto vostro(del resto un buon metodo di studio si impara al liceo...)
Milena
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  #7 (permalink)  
Vecchio 16-February-2006
L'avatar di  lu
lu lu Non in Linea
AI magister
 
Data Registrazione: Aug 2005
Messaggi: 250
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probabilmente variano da ateneo in ateneo...
io vedo per il nuovo ordinamento programmi veramente ridicoli....
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  #8 (permalink)  
Vecchio 16-February-2006
AI gens
 
Data Registrazione: Dec 2002
Luogo: Pavia
Messaggi: 251
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Io mi sono laureata in vecchio ordinamento, ovviamente, e come cultore della materia mi sono trovata a fare da assistente agli esami di nuovo ordinamento.
E ho osservato i seguenti fenomeni:
1) il livello degli studenti si è notevolmente abbassato, anche se i bravi continuano a esistere per fortuna. L'involuzione segue l'abbassamento qualitativo dell'istruzione secondaria superiore della riforma (quella che aboliva esami di riparazione e istituiva il nefasto sistema dei crediti/debiti). La riforma universitaria ha aperto l'accesso agli studenti degli istituti tecnico-professionali a corsi universitari che prima erano preclusi a chi non avesse almeno un diploma magistrale o di liceo scientifico.
2) L'iscrizione di questi studenti a corsi di Beni culturali o lettere, pur se pienamente legittima dal punto di vista legislativo, li espone a una notevole difficoltà in più. Un esame di etruscologia o archeologia classica per chi non ha approfondito storia antica, non ha una lingua classica, non ha nozioni di antropologia, religione, arte, mitologia, è oggettivamente molto più difficile e meno produttivo rispetto a chi viene da un liceo. Viceversa, questi studenti sono più facilitati nei corsi tecnico come archeometria, metodo di scavo ecc.
3) il sistema dei crediti che stabilisce il rapporto fra crediti e ore studiate impedisce, di fatto, ai docenti di scegliere libri di testo a volte più lunghi ma più critici, e quindi più utili. Tanto per intenderci, la norma non prevede più che ci siano esami che richiedano 6 mesi di studio.
4) la frammentazione dei corsi, e quindi degli esami, comporta sia il rischio di una frammentazione del sapere, sia il rischio di una proliferazione dei corsi stessi.
5) quindi di fatto ha ragione chi dice che col nuovo ordinamento non si ha più tempo per studiare. Perché se uno ha due semestri con 8 corsi da seguire per ciascun semestre, quando e quanto studia, se deve dare 3-4 esami quasi contemporaneamente, e comunque bisogna giustamente vivere un'esistenza normale?
6) sul discorso tesi stendiamo un velo pietoso. Le tesi triennali sono ridicole, puramente compilative, e si allineano perfettamente alle tesi di medicina o ingegneria (quante tesi ha scritto mia sorella medico, per le sue laureande di internato!). Le vecchie tesi potevano richiedere fino a 2 anni di lavoro. Ora credo che ad esse siano paragonabili le tesi specialistiche, ma di queste non ne ho mai correlate quindi non so.
7) naturalmente esistono ancora docenti che per scrupolo deontologico o delirio di onnipotenza, strafanno come ai vecchi tempi.

Luci e ombre, quindi, di cui però ritengo che gli studenti non abbiano colpa.

E siccome sono un tipo ottimista, carino e coccoloso, e sto analizzando a fondo la riforma Moratti del primo e del secondo ciclo di-struzione , vi dico: coraggio! chi arriverà dopo di voi sarà messo molto peggio.

Anna
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  #9 (permalink)  
Vecchio 17-February-2006
L'avatar di  Karl
AI senatus
 
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Ahahah Incoraggiante
Però l'accesso a qualsiasi corso universitario per chi non proveniva dal liceo, e cioè da istituti tecnici o commerciali di 5 anni, cioè con diploma, era garantito (e ci mancherebbe altro!) pure prima. Io sono pre-riforma e sono perito informatico. E il mio primo esame è stato archeologia e storia dell'arte greca Certo se eri iscritto, che so, a lettere classiche, letteratura greca e latina dovevi pur darli, e almeno la latina con versione, quindi via coi lettorati... Oltre ai lettorati delle due lingue straniere obbligatorie, con esame di letteratura o test di idoneità. Questo almeno nel mio ateneo, mi dicono però che non in tutti è così. Per certe cose c'è una certa discrezionalità e autonomia. E per rimanere in tema lingue, ci sono poi ovviamente da aggiungere quelle specifiche, che so, l'accadico, l'ittita, il geroglifico, l'arabo, l'ebraico... In quanto a orari e impegni nel seguire quindi, anche prima per certe persone non era poi così una passeggiata, se alle lezioni aggiungi i lettorati... (Per me la situazione era talmente "paralizzante" che passai infatti al corso di laurea in storia - anche se non solo per questo ma per passione e maggiore interesse personale prima di tutto).
Per quel che riguarda gli esami del nuovo ordinamento... Non prendiamoci in giro però. Sono di più, vero, ma essendo in linea di massima molto meno pesanti e lunghi da preparare, il risultato a livello di impegno non cambia molto. C'è anzi la possibilità di mantenere una media molto più alta (e difatti al nuovo ordinamento da noi i 30 si sprecano...), sia perchè appunto c'è molta meno roba da portare in una volta sola, sia perchè essendoci più esami, un voto basso è più facilmente recuperabile. (Tra l'altro io invece ho l'esperienza esattamente contraria, non conosco quasi nessuno del nuovo ordinamento che sia andato fuori corso. Questo del resto è un obiettivo che la riforma si poneva, e giustamente. Peccato che ciò sia andato a detrimento della qualità). Ho dato un solo esame con un programma impostato un po' come quelli del nuovo ordinamento, l'ho preparato in due settimane scarse, conoscevo i libri letteralmente a memoria. Niente a che vedere con le 1600 e passa pagine che ho dovuto portare per l'esame di antropologia sociale, tanto per dirne uno. Poi certo, questo in linea di massima, capisco che da ateneo ad ateneo possa cambiare, e del resto anche qui da noi, molti docenti hanno mantenuto un programma non molto diverso da quello dei vecchi esami, semplicemente è adesso diviso in due parti (o a volte più). Certo il tipo di piano di studi non aiuta molto a darle entrambe, ma invece come è stato detto a frammentare e quindi impoverire il sapere, ma anche la professionalità. Per esempio, tanto per dirne una, un esame di storia contemporanea senza la parte monografica è semplicemente una rilettura di un manuale di liceo, o qualcosa di simile. E' la parte monografica che invece ti fa entrare nella disciplina, nei suoi metodi, nelle sue problematiche. Personalmente, e la dirò grossa, non ritengo le lauree triennali vere e proprie lauree, ma una sorta di diplomi di laurea. E mi spiace che invece sugli studenti abbia fatto molta presa l'"ideologia" dell'equiparazione, del faccio tre anni e sono "laureato". Del resto anche il mondo del lavoro ha le sue "colpe" (ma è la sua logica, difficile fargliene una colpa), perchè spesso, soprattutto in certi campi (nel "nostro" già è differente, si richiede solitamente una certa preparazione specialistica e quindi un percorso formativo inevitabilmente più lungo e che non si fermi nemmeno alla laurea quinquennale, figuriamoci a quella triennale...) si preferisce il triennalista per certi ruoli. Meno qualificati e qualificanti, magari meno gratificanti (per quanto sotto l'aspetto economico l'assenza di gratificazione sia uguale per tutti, triennalisti, quinquennalisti, e oltre), più sfruttabili e più utilizzabili per il gioco "usa e getta".
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  #10 (permalink)  
Vecchio 17-February-2006
L'avatar di  Janez
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Sono d'accordo con te Anna, specialmente al punto uno, anche se io abbassarei addirittura fino alle scuole elementari il degrado dei programmi di insegnamento. Alle volte mi diverto a fare ai ragazzini delle domande nello stile Mike Bongiorno-Genius, domande semplici e non cattive o a trabocchetto, ahime!! Non sanno nulla e cosa ancora peggiore sono insicuri su tutto, tanto da commettere errori anche quando conoscono la risposta giusta.
Ciao.
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  #11 (permalink)  
Vecchio 17-February-2006
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Io non so come era il vecchio ordinamento però, da quello che mi hanno detto, gli esami erano si più lunghi come quantità di materia, ma più facili da assimilare ed imparare. Ora invece per ridurli li hanno resi talmente complicati che alla fine, se uno vuole imparare qualcosa, deve fare ricerche extra che non ti permettono di studiare più esami contemporaneamente. Questo è il problema principale della nuova riforma. E' impossibile (almeno da me) preparare e superare 12 esami in un anno avendo solo due settimane ad esame di tempo per prepararli (visto anche che i corsi si tengono dalla mattina alla sera per quattro mesi a semestre e quando torni a casa sei talmente distrutto da staccare letteralmente il cervello e non poter fare niente).
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  #12 (permalink)  
Vecchio 17-February-2006
lif lif Non in Linea
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Secondo me i cambiamenti dipendono oltra che dalla riforma da vecchio a nuovo ordinamento, sia dall'ateneo che sia dai professori.
Io mi sono diplomata con il vecchio ordinamento e devo dire che tutti i miei insegnanti sono stati ottimi e all'altezza di darmi una preparazione adeguata in ogni corso, per "limitata" che fosse la preparazione di un corso in Operatore dei Beni Culturali.
I programmi erano ben strutturati e gli esami anche tosti ma completi e interessanti.
Poi sono passata al nuovo ordinamento e per quanto piccola la mia esperienza con questo nuovo metodo devo dire che ho trovato professori tosti, che all'esame massacravano e pretendevano tanto, molto di più dal programma previsto per chi frequentava il nuovo ordinamento, per i quali, diciamo, la nuova riforma, praticamente non esisteva.
E poi ho trovato esami...non saprei definirli, consistenti nel preparare una tesina su uno degli argomenti previsti dal "breve" corso che, in quanto tale, non era nemmeno stato sviluppato per intero e che quindi permettevano di avere con facilità un 30 senza nemmeno sapere in cosa!
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  #13 (permalink)  
Vecchio 17-February-2006
L'avatar di  Aquamarina
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"[quote="camus2"]Io non so come era il vecchio ordinamento però, da quello che mi hanno detto, gli esami erano si più lunghi come quantità di materia, ma più facili da assimilare ed imparare......"

Dipende.... come saprai il primo e secondo anno erano previsti tipo 6 esami..... io sono riuscita al massimo a farne 4 in un anno.
Il secondo anno cominciavo con assiriologia alle 8 e finivo con storia del vicino oriente alle 19..... Specie per le lingue la maggior parete del lavoro veniva fatto ai corsi e dunque alla fine era solo una ripetizione.
Capisco comunque Camus che vi sia grande confusione; secondo me sono anche i professori che dovrebbero cercare di dare le linee fondamentali nel misero corso che sono costretti a tenere: meglio poco ma bene. Poi del resto il tempo per approfondire c'è anche dopo la laurea. Ma vuoi mettere essere laureati a 25 anni(il che col nuovo ordinamento mi pare piuttosto fattibile) è meglio che essere laureati a 30!
Poi vorrei ricordare a tutti che anche la generazione che ci ha preceduto stava a predicare che loro studiavano meglio, di più ,ecc....
La cultura e l'approfondimento nella conoscenza personale in effetti non dipende nè dalla laurea nè dall'università..... l'impressione che ho è che le laurea stiano sempre più diventando un fatto esclusivamente "burocratico" e di marketing.
Tempo fa un laureato oltre ad avere una solida preparazione culturale era pure sicuro di trovare lavoro, oggi sinceramente mi pare tutto una barzellatta: il sistema in generale non funziona più.
Milena
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  #14 (permalink)  
Vecchio 17-February-2006
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Mi piacerebbe non doverlo fare, ma concordo Milena
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  #15 (permalink)  
Vecchio 17-February-2006
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