vedi anche Storia dell'Uomo di Neanderthal L' Homo di Neanderthal è stato una delle specie umane di maggior successo in assoluto. Per 250.000 anni
ha dominato l'Europa, un continente stretto dalla morsa delle ere glaciali e popolato da
belve e animali selvatici. ...............Un milione di anni fa, una nuova specie denominata Homo Erectus (che aveva da poco soppiantato cugini più antichi come l'Homo Ergaster e l'Homo Habilis) aveva fatto la sua comparsa in Africa e in Asia e si era spinta successivamente anche in Europa e in Italia. Per migliaia di anni, deserti, ghiacciai e vasti mari interni avevano isolato i vari gruppi di ominidi. Nell'ambiente gelido e inospitale dell'Europa settentrionale si era sviluppata una nuova specie ben adattata al freddo: l'Uomo di Neanderthal appunto.
..........Nel frattempo, nell'Africa e in particolare in quella subtropicale (come testimoniani i resti fossili), si stava evolvendo l' Homo Sapiens ; e, a partire da Centomila anni fa, comincia a migrare verso l'Europa attraverso la Sicilia e lo stretto di Gibilterra (vedi fig.sotto). Cinquantamila anni fa i Sapiens arrivano nel sud della Francia ( i cro-magnon ) dove c'erano i neandhertaliani.............E questa è la storia dell'ultima volta in cui due diverse specie umane hanno coabitato sul nostro pianeta ma...solo una di esse sarebbe sopravvissuta. Cinquantamila anni fa, la Francia meridionale è ancora un luogo freddo e inospitale: infatti una morsa di ghiaccio attanaglia ancora l'Europa settentrionale portando un clima polare su gran parte del continente. D'inverno le temperature possono piombare a 25° sotto zero, valori analoghi a quelli attuali del nord del Canada. Branchi di mammut coperti da una folta pelliccia attraversano le praterie battute dal vento. Le foreste danno rifugio a bisonti e daini mentre le cavità nelle formazioni calcaree - sia naturali,sia scavate da questi ominidi - offrono un riparo alle popolazioni umane.
Questi uomini appartengono alla specie di Neanderthal, la prima specie umana ad essersi adattata al freddo e alla vita in questo continente europeo ancora aspro e gelido. L'esistenza che conducono è tra le più dure che l'uomo abbia mai dovuto sopportare, ma questi gruppi sono bene organizzati per la sopravvivenza. Il loro piccolo clan è tenuto unito da legami molto forti, e l'impatto sulle risorse ambientali è limitato. Per proteggersi dal gelo usano le pelli di animali cacciati che puliscono e usano come abiti. Per prima cosa il Neanderthal separa la pelle dal grasso e dai tendini servendosi di un affilato raschiatoio di selce. Usa i denti come una morsa: la conformazione del volto, molto prominente, consente una ripartizione uniforme dello sforzo su tutto il cranio. I denti sono consumati fino alla radice dall'uso prolungato negli anni soprattutto per ammorbidire le pelli da indossare. La caverna è il centro del loro mondo. Entro queste pareti dormono, mangiano, macellano la carne . Gli scarti e i rifiuti sparsi sul pavimento delle caverne neandertaliane sono poi stati sepolti e, col passare del tempo, si sono fossilizzati, diventando così reperti preziosissimi che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze su questi nostri antenati. Oggi sappiamo che, contrariamente alla credenza comune che li rappresentava
come esseri scimmieschi e brutali, la specie di Neanderthal era composta da individui
forti, intelligenti e altamente specializzati. La struttura del corpo neanderthaliano è
straordinariamente forte. La specie si è evoluta proprio per avere queste
caratteristiche:oltre a modellare il paesaggio, i ghiacciai europei hanno determinato
anche i tratti della specie di Neanderthal . Questa combinazione di caratteristiche fa di quella di Neanderthal la prima
specie umana specificamente adattata ad un clima freddo. Anche se ai nostri occhi il loro
volto può apparire impressionante, esso è un capolavoro di adattamento evolutivo. Quello dell'infanzia è il periodo più difficile. Quasi la metà dei reperti fossili neanderthaliani è costituita da bambini al di sotto degli 11 anni. A cinque anni d'età, un bambino ha appena terminato il periodo di allattamento eppure il suo cervello ha una grandezza pari a quella di un adulto dei giorni nostri. Ha capacità fisiche molto sviluppate.Ed è giusto che sia così: in un ambiente come questo, o si cresce in fretta o si muore.Non meno precaria è la vita dei membri più anziani:al massimo 40 anni è la vita, infortuni e fatiche pesano sul suo corpo accelerandone l'invecchiamento. I confini tracciati dai ritrovamenti di ossa e strumenti disegnano una regione che si estende a sud in Italia fino in Sicilia, a est in Uzbekistan, Irak e Ucraina, a nord in Polonia, Germania e addirittura Galles, a ovest in Portogallo. Ma la Francia sud-occidentale era una delle zone più densamente popolate, ospitando almeno 3000 individui di Neanderthal. Le dimensioni delle caverne neanderthaliane e i resti che vi sono stati scoperti indicano che quegli uomini vivevano in gruppi molto piccoli, probabilmente non più grandi di 25 individui e talvolta addirittura composti da soli otto membri; un numero abbastanza ridotto da impedire una pressione eccessiva sulle scarse risorse ambientali ma troppo piccolo per garantire la sopravvivenza della specie senza qualche tipo di interazione con altri gruppi. Il fatto che gli uomini di Neanderthal fossero territoriali porta a pensare che
i loro nuclei fossero di tipo patriarcale, organizzati intorno a padri, fratelli e figli
maschi. Probabilmente le femmine non rimanevano per tutta la vita nel gruppo dove erano
nate, ma passavano da un clan all'altro. Ma adesso dovranno affrontare l'insidia piu' grande: la loro posizione dominante in Europa è in pericolo:arriva dall'Africa una nuova specie.
migrazioni di Homo Sapiens dall'Africa
............e per la prima volta i neanderthaliani non sono più soli. Si tratta dell' Homo Sapiens L'uomo di Neanderthal deve vedersela con una minaccia alla quale l'evoluzione non l'ha preparato. Fisicamente questi nuovi venuti non sono altrettanto bene adattati ad un clima così rigido. Ma hanno altri vantaggi. Hanno sviluppato nuovi modi di convivenza e nuovi modi di pensare. D'un tratto, due specie umane si sono trovate faccia a faccia.
Niente nell'esperienza dell'uomo di Neanderthal l'ha preparato a un incontro del genere. Lo straniero non solo ha un aspetto diverso ma pensa e agisce in un modo del tutto ignoto all'uomo di Neanderthal. La capacità di insediamento degli homo sapiens costituisce una pressione inarrestabile e così gli uomini di Neanderthal vengono progressivamente cacciati dalle loro vallate e spinti sugli inospitali altopiani della Croazia e della Crimea o, a ovest, verso le coste montuose di Italia, Portogallo, Spagna e Francia. Trentacinquemila anni fa la loro popolazione era già scesa a poche migliaia di individui. Quando giunse la fine, questa non fu dovuta a genocidio né a un disastro naturale: fu probabilmente qualcosa di molto meno drammatico: L'uomo di Neanderthal perse semplicemente la competizione con una specie che aveva escogitato migliori strategie per la sopravvivenza. Ma,Vista la sua attitudine alla guerra, si può legittimamente ipotizzare anche che lHomo Sapiens sapiens ha avuto un ruolo determinante nel processo di estinzione delluomo di Neanderthal .
Cosa consentì ad una specie di prevalere sull'altra? In effetti, i cro-magnon possedevano un'arma più potente di qualsiasi strategia di sopravvivenza messa a punto dai neanderthaliani: il cervello più evoluto. Questo, sebbene non fosse di dimensioni maggiori rispetto a quello dell'uomo di Neanderthal, era capace di formulare nuovi modi di pensare. La pittura del corpo e la costruzione di monili sono solo manifestazioni esteriori di qualcosa di molto più profondo. Fisicamente i cro-magnon sono meno adatti alla vita in quel clima freddo, ma hanno sviluppato utensili che permettono loro di vivere dove vogliono. Fiocine per uccidere il pesce nei periodi in cui le prede terrestri scarseggiano, aghi d'osso per cucire gli abiti; ma lo strumento più potente è il linguaggio. A differenza dell'uomo di Neanderthal, la lingua dei cro-magnon è più ricca e complessa. È la molla per lo sviluppo dell'arte della cultura; permette agli individui di formare gruppi sociali molto più larghi, di scambiare le merci e di formare alleanze nei momenti di bisogno. Questi nuovi modi di
vivere hanno sicuramente ripercussioni devastanti sulle specie di Neanderthal. Anche se i ritrovamenti indicano che in alcune parti d'Europa le due specie hanno convissuto, apparentemente in modo pacifico, per molte generazioni, in Francia, il passaggio dagli insediamenti neanderthaliani a quelli dei cro-magnon risultò molto più rapido e drammatico. Tra le ultime parti d'Europa ad essere colonizzate, queste fertili vallate rappresentavano un valido motivo per scontrarsi. I reperti fossili indicano che i cro-magnon si impadronirono di molti siti neanderthaliani e vi si insediarono. Tuttavia, questo racconto evolutivo potrebbe aver avuto una variante:fisicamente e culturalmente, uomo di Neanderthal e Sapiens erano distanti anni luce, due specie distinte. Ma erano pur sempre esseri umani mossi dai medesimi desideri e pulsioni. Se Neanderthal e Sapiens fossero stati sufficientemente simili da desiderare l'accoppiamento, e qualora ciò fosse avvenuto, i geni sarebbero stati abbastanza simili da generare un bambino? Probabilmente non lo sapremo mai. Per quanto ne sappiamo oggi la possibilità che Neanderthal e Sapiens fossero abbastanza simili da potersi riprodurre rimane una questione aperta.Ma anche se ciò fosse accaduto, l'incrocio non ha modificato il destino dell'uomo di Neanderthal. Noi abbiamo soppiantato l'uomo di Neanderthal da meno di 30.000 anni. L'uomo di Neanderthal era riuscito a sopravvivere per 250.000 anni sopportando il clima più rigido che il mondo abbia mai conosciuto. Ciò nonostante, quando giunse il momento, come accaduto a tante altre specie di ominidi prima di lui, anche l'uomo di Neanderthal si estinse. In fondo noi "sapiens" siamo ancora agli inizi del nostro cammino. La nostra capacità di resistenza e sopravvivenza su questo pianeta deve ancora essere realmente messa alla prova.
In Sicilia sono stati rinvenuti dei resti fossili di una ragazza pre-neandertaliana nota come "girl of Mandrascava" (nei pressi di Agrigento) risalenti a 500 mila anni fa. Il teschio rinvenuto risulta essere il più completo tra quelli più vecchi in Europa. continua con
Homo neanderthalensisThe
discovery in 1856 of a skullcap and partial skeleton in a cave in the Neander valley near
Dusseldorf, Germany, signaled the first recognized fossil human form. While it was later
realized that several Neanderthal sites had previously been discovered, their remains were
not recognized as those of an archaic form of human until the discovery of
"Neanderthal Man." In 1864 a new species was recognized: Homo
neanderthalensis. Neanderthals
inhabited Europe and western Asia during the latter part of the Pleistocene. The climate
in these regions was much colder than it is today, and several glaciations, or Ice Ages,
are known to have occurred during the time of Neanderthal occupation. Neanderthal
localities are known today from Spain to Uzbekistan (near Afghanistan). Several important
sites in the vicinity of Qafzeh Cave, Israel, suggest that Neanderthals arrived in the
region after modern Homo sapiens. This would indicate that the population of
modern humans in this area was not descended form Neanderthals, and that there was some
period of coexistence, or an alternating series of migrations into this region by the two
species. Neanderthals are known from Europe and western Asia from about 200,000 years to
about 30,000 years ago, when they disappeared from the fossil record and were replaced in
Europe by anatomically modern forms. The
original interpretation of Neanderthal anatomy was one of a primitive early human based on
a flawed reconstruction
of the nearly complete skeleton of an elderly Neanderthal male found at La
Chapelle-aux-Saints, France (second photograph from the top). However, Neanderthals and
modern humans (Homo sapiens) are very similar anatomically -- so similar, in fact,
that in 1964, it was proposed that Neanderthals are not even a separate species from
modern humans, but that the two forms represent two subspecies: Homo sapiens
neanderthalensis and Homo sapiens sapiens. This classification was popular
through the 1970's and 80's, although many authors today have returned to the previous
two-species hypothesis. Either way, Neanderthals represent a very close evolutionary
relative of modern humans. Several features of the skeleton unique to Neanderthals appear to be related to cold climate adaptations. These features include limb-bone proportions and muscle attachments indicative of a broad, slightly short, and strong body; a large, rounded nasal opening; and a suite of anatomical traits of the skull (compare the crania of H. neanderthalensis and H. sapiens). In
all, the fossil record for Neanderthals is significantly better than for earlier human
species. One reason for this is that Neanderthal fossils are relatively young compared to
other early human species, and fossils decay over time. But another very important factor
is the purposeful burial of their dead. Many Neanderthal sites include the remains of
individuals who were deliberately placed in graves dug into the earth. Some of these
burials show evidence that may indicate that these graves were adorned with offerings
(such as flowers). This cultural advance, which represents an awareness and recognition of
life and death, may have first been practiced by the Neanderthals.
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