12 Novembre 2019

Corso online di geroglifici egizi. Seconda Lezione

In questa seconda lezione tratteremo di sostantivi, scrittura ideografica, aggettivi, preposizioni, nomi di relazione e genitivo.

Premessa

In geroglifico la scrittura è continuata, non vi sono spazi fra le parole.
Per facilitare lo studio però negli esempi le varie parole in geroglifico saranno separate da un punto rosso. Per ogni esempio sarà data la traslitterazione, la traduzione, e dove l’ordine italiano delle parole non è uguale a l’ordine egizio una traduzione letterale, parola per parola.

Sostantivi

I sostantivi egizi possono avere due generi (maschile e femminile) e tre numeri (singolare, plurale, duale)

  • genere

Come in italiano, tranne che per gli esseri viventi, non c’è una logica particolare nell’attribuzione di un genere ad un sostantivo, e spesso il genere di una cosa in italiano non corrisponde al genere riconosciutogli dagli antichi Egizi (p.e. “cielo” in it. è maschile, ma in eg. “pt” è femminile, vice versa “luna” in it. è femminile, mentre in eg. “iaH” è maschile).

Fortunatamente, in egizio è semplicissimo riconoscere il genere, i nomi femminili infatti i terminano tutti con la desinenza “-t”

Così per esempio mdt “discorso” bAkt “serva” wAt “strada”, saranno femminili, mentre tni “vecchiaia”, Htp “pace”, wgg “debolezza”, saranno maschili.

  • plurale

Il plurale si forma aggiungendo ai nomi maschili la desinenza “-w“, ai nomi femminili la desinenza “-wt” (=> desinenza di plurale + desinenza di femminile).

A livello di scrittura, il plurale può essere indicato in due modi differenti.

Nel caso dei nomi maschili il plurale è indicato dall’aggiunta di tre tratti dopo i determinativi a cui a volte si aggiunge il complemento fonetico della desinenza ( “-w“, ), posto di solito prima dei determinativi.

Sps ; “nobile”

Spsw ; “nobili”

Nel caso dei nomi femminili in genere la “w” della desinenza è raramente scritta, e ci si limita a scrivere la “t” del femminile seguita dai tre tratti del plurale dopo i determinativi.

Spst ; “nobildonna”

Spswt ; “nobildonne”

Note
Alcuni sostantivi presentano i tre tratti del plurale, ma grammaticalmente sono singolari; si tratta per lo più di nomi con valore collettivo.

mSa ; “esercito”

In alcuni casi (piuttosto rari invero) la desinenza può essere espressa foneticamente ma per mezzo di un bilitterale formato dall’ultima lettera della radice + w ( p.es , nw ).

sn ; “fratello”

snw ; “fratello”

Un altro modo per indicare il plurale, usato principalmente nel caso di parole scritte ideograficamente, consiste nello scrivere tre volte di seguito il simbolo rappresentante l’oggetto in questione (o il determinativo della parola, in questo caso a volte la desinenza è espressa anche foneticamente); questo sistema è comunque più raro del precedente.
Si avrà così

pr ; “casa” – prw ; “case”

niwt ; “città (sg.)” – niwwt ; “città (pl.)”

HkA ; “magia” – HkAw ; “magie”

  • duale

Il duale maschile è indicato dalla desinenza –wy ( ), il duale femminile è indicato dalla desinenza –ty ( ); molto spesso il determinativo appare raddoppiato.

txn ; “un obelisco”

txnwy ; “due obelischi”

Come per il plurale è possibile indicare il plurale semplicemente scrivendo due volte una parola (ancora una volta principalmente in caso di parole scritte ideograficamente) o, più raramente, raddoppiandone il determinativo.

txnwy ; “due obelischi”

Scrittura ideografica

Come detto nella lezione precedente, i geroglifici possono essere usati anche ideograficamente, usando cioè un simbolo per scrivere una parola; in genere vengono indicati con questo sistema solo esseri viventi o oggetti.

Per indicare che un segno va letto ideograficamente, esso viene scritto accompagnato da un tratto verticale.

r ; “bocca”

ib ; “cuore”, “spirito”

Quando il sostantivo rappresentato è di genere femminile, il tratto verticale è preceduto dalla “t” desinenza appunto del femminile.

Xt ; “corpo”, “petto”

irt ; “occhio”

Esistono però alcuni casi in cui il significato non corrisponde direttamente con la cosa raffigurata.

nTr ; “Dio”

Il simbolo in sé rappresentano uno degli stendardi che svettavano sui piloni dei templi, per analogia dunque lo stendardo del tempio è usato per scrivere la parola “Dio”.

mAat ; “Ma’at”, “verità”, “giustizia”

Il simbolo rappresenta una piuma di struzzo, ma il significato è la “Ma’at” (un concetto astratto difficile da tradurre, che si può rendere con “verità”, “giustizia”, “equilibrio”), Ma’at che nella simbologia egizia doveva essere appunto leggera come una piuma.

TAty ; “vizir”, “ministro”

Questa parola potrebbe sembrare un sostamtivo femminile scritto ideograficamente, in realtà il pulcino (Gardiner G47) è in questo caso usato foneticamente (con il valore TA) e la “t” che appare è solo un complemento fonetico.

nfr ; “bellezza”

Il simbolo (Gardiner F35) rappresenta dei polmoni con la trachea.

Aggettivi

Gli aggettivi qualificativi seguono il nome a cui si riferiscono e si accordano con esso in genere e numero.

Hr-wr ; “Herur” (Herur => nome di divinità, lett. “Horus il vecchio”)

ntrt aAt ; “la grande Dea” (lett.: “(la) Dea grande”)

sSw iqrw ; “(gli) scribi eccellenti”

Può succedere che le desinenze degli aggettivi siano in parte o completamente omesse nella scrittura, in particolare il plurale femminile è raramente scritto per intero e di solito si trova indicata solo la desinenza del femminile –t.

Hmwt nfr(w)t ; “le belle donne” (lett.: “(le) donne belle”)

xAswt nb(w)t ; “tutti i paesi” (lett.: “(i) paesi tutti”, xAst è in particolare il “paese straniero”, al di fuori dei confini dell’Egitto)

I predicati aggettivali (“la casa è bella”) saranno trattati più avanti.
Gli aggettivi dimostrativi verranno presentati nella prossima lezione

Preposizioni

In egizio esistono numerose preposizioni che possono essere distinte in preposizioni semplici e preposizioni composte.

  • preposizioni semplici

Alcune preposizioni semplici presentano due forme, una usata quando seguite da un sostantivo, una usata quando seguite da un pronome suffisso.

Le principali preposizioni semplici sono:

Esempi

mi ra ; “come Ra”

Hr wAt ; “sulla strada”

im=f ; “in lui”

  • preposizioni composte

Le preposizioni composte sono preposizioni formate da una preposizione e un sostantivo, spesso indicante una parte del corpo.

Le principali preposizioni composte sono:

Esempi

m-Xnw aH ; “dentro il palazzo”

m-sA=k ; “dietro di te”

Nomi di relazione

In egizio è possibile costruire degli aggettivi a partire da qualunque nome o preposizione aggiungendovi le desinenze –y (m. sg.), –yt (f. sg.), –yw (m. pl.), –ywt (f. pl.). Questa costruzione esiste anche nelle lingue semitiche e nelle grammatiche arabe questi aggettivi sono chiamati “nisbe”; questo termine è a volte usato anche per l’egizio.

Per esempio, da rsw “vento del sud” (maschile) si ottiene l’aggettivo seguente:

rsy “meridionale” (m. sg.) ; rsyt “meridionale” (f. sg.)

rsyw “meridionali” (m.pl.) ; rsywt “meridionali” (f.pl.)

Mentre da mHyt “vento del nord” (femminile) si ottiene:

mHyty “settentrionale” (m. sg.) ; mHytyt “settentrionale” (f. sg.)

mHytyw “settentrionali” (m. pl.) ; mHytywt “settentrionali” (f. pl.)

Note
Nel plurale maschile dei nomi di relazione derivati da nomi femminili (p.es. mHytyw) si usa il fonogramma (Gardiner G4, da non confondere con cioè Gardiner G1); questo simbolo si legge tyw.

Questi aggettivi possono a loro volta essere sostantivati; in questo caso spesso è aggiunto un determinativo

sxt ; “campo”

sxty ; “campagnolo”, “paesano”, “contadino” (lett. “uno dei campi”)

Particolarmente frequenti sono i nomi di relazione derivati da preposizioni; questi nomi hanno spesso grafie particolari, dovute al loro uso comune:

Esistono anche delle forme abbreviate, spesso simili alle preposizioni di origini, ma in genere sono rare.

Note
Poiché nel femminile y e w sono raramente scritte, in genere le si omette anche nella traslitterazione; si scriverà per esempio Hrt per Hr(y)t, e Hrwt o anche Hrt per Hr(y)wt/Hr(yw)t
Il nome di relazione “imy” è usato spessissimo in egizio, in particolare in quei casi in cui in italiano useremmo delle frasi relative del tipo “che è/sono in”; può capitare che la desinenza di plurale sia omessa nella scrittura.

rmw imyw mw, Apdw imyw pt ; “i pesci che sono nell’acqua e gli uccelli che sono nel cielo”

Hry è spesso usato nella terminologia militare, con il significato di “comandante” (lett. “colui che è sopra”).

Hry-pDt ; “capitano di battaglione”

Nota
Il determinativo di Hry è (Gardiner N1); questo simbolo rappresenta il “cielo”, ciò che appunto “sta sopra”.

iry può essere usato anche con il valore del nostro “proprio”

is iry ; “la propria tomba” (lett. “la tomba che -gli- è preposta”)

Alcuni sostantivi derivati da nomi di relazione sono di uso particolarmente frequente e hanno spesso significati particolari; eccone alcuni:

iAbtt ; “oriente”

imntt ; “occidente”

imy-r ; “sovrintendente” (lett. “colui che è nella bocca”); può essere scritto anche in maniera abbreviata , o può persino essere scritto con il simbolo (Gardiner F20) che rappresenta una bocca vista in sezione con la lingua, in altre parole, ciò che appunto è “dentro la bocca”.

Xr(yt)-nTr ; “necropoli” (lett. “quella che è sotto –che appartiene- al Dio”); può essere scritto anche

xftyw ; “avversari” (lett. “quelli che sono davanti”)

Hryw-Sa ; “beduini” (lett. “quelli che sono sopra la sabbia”

Hry-tp ; “capo”, “comandante”

mity ; “copia”

Genitivo

In egizio vi sono due modi per rendere il complemento di specificazione, si può usare un “genitivo diretto” o un “genitivo indiretto”

  • genitivo diretto

L’elemento genitivale segue direttamente il nome che lo regge, senza alcun indicatore particolare.

Esempio

Hwt pth ; “il tempio di Ptah”

Abdw nHsyw ; “gli elefanti dei Nubiani”

  • genitivo indiretto

Il genitivo indiretto è costruito unendo l’elemento genitivale al nome che lo regge attraverso il nome di relazione costruito sulla preposizione “n” (vedi sopra la tabella dei nomi di relazione), detto anche “aggettivo genitivale”.

Si accorda per genere e numero al nome reggente Il duale è raramente usato.

Poiché la “y” e la “w” del femminile plurale non vengono praticamente mai scritte, si tende ad ometterle anche nella traslitterazione.
Si traslittererà dunque

m. sg. “n ; m. pl. “nw ; f. sg./pl. “nt”

Esempi

rx n s ; “la conoscenza dell’uomo”

niwt nt TAty ; “la città del vizir”

sAwt nt wab ; “le figlie del prete-Uab”

sbAw nw pt ; “le stelle del cielo”

Marwan Kilani Gianola per Archeologia Italiana

Qui sotto puoi trovare le altre lezioni del corso online di geroglifici attualmente pubblicate
Introduzione
Prima lezione. Ideogrammi, fonogrammi e determinativi

Seconda lezione. Sostantivi, aggettivi, preposizioni, nomi di relazione e genitivo
Terza lezione. Pronomi e aggettivi dimostrativi
Quarta Lezione. Proposizione a predicato nominale (PPN)

Strumenti

Scarica le tabelle in pdf del corso online di geroglifici egizi

About Marwan Kilani Gianola

Studio Archeologia Classica e Preistorica, Egittologia e Civiltà e Lingue dell’Antichità e del Medioevo presso le università di Neuchâtel e Ginevra, in Svizzera.
I campi che mi interessano maggiormente sono l’archeologia di Egitto e Medio Oriente (costa mediterranea in particolare) nonché la linguistica (e le relazioni possibili con l'archeologia).