12 Novembre 2019

L’età del rame. La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi

L’ETÀ DEL RAME. La pianura padana e le Alpi al tempo di ÖtziSi terrà a Brescia, presso il Museo Diocesano, dal 26 gennaio al 15 maggio 2013, l’interessante mostra dal titolo “L’età del rame. La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi“. La mostra ospiterà una copia perfetta della Mummia del Similaun, meglio nota come Ötzi, assieme al corredo completo rinvenuto (anch’esso in copia, con forse qualche ogirinale), ed intende presentare al pubblico (con importanti contributi che saranno inseriti nel catalogo, che si annuncia di estremo interesse) il punto della situazione sugli studi e le analisi effettuate sulla mummia e sul corredo.
La mostra però non si occuperà soltanto di Ötzi, ma aprirà una discussione sul contesto archeologico, antropico e ambientale dell’Italia settentrionale nell’età del Rame, dal 3400 al 2200 a.C., presentando i nuovi studi e le nuove scoperte degli ultimi anni.

La mostra si svilupperà in sei sezioni distinte: trasformazioni e innovazioni dell’età del Rame in Europa. Gli abitativi; le nuove manifestazioni del sacro; la cultura di Remedello ed altri gruppi culturali; le sepolture secondarie e collettive in ripari sotto roccia e in grotte; Ötzi l’uomo venuto dal ghiaccio; la fine dell’età del Rame e gli inizi dell’antica età del Bronzo.

Di seguito riporto il testo di presentazione del comunicato stampa
Al Diocesano di Brescia rivivrà l’età del Rame ((3400 – 2200 a.C.). Fu un millennio fondamentale per l’umanità: “nascono” l’aratro, la ruota, l’aggiogamento degli animali per la trazione, il carro a quattro ruote, lo sviluppo della metallurgia del rame, spesso in lega con l’arsenico, l’agricoltura e l’allevamento, attività che favoriscono nuovi assetti economici e sociali.
Questa è la mostra che esperti ed appassionati attendevano da anni, dato che dell’Eta del rame si sa molto; ma moltissimo resta ancora da scoprire e da definire. Così la mostra di Brescia sarà l’occasione per fare il punto di tutte le nuove scoperte in Italia settentrionale, ambito fondamentale per questa civiltà.
A promuoverla, in collaborazione con le diverse Soprintendenze, il Museo Diocesano e la Fondazione CAB, è un apposito Comitato organizzatore affiancato da un qualificatissimo comitato scientifico presieduto da Raffaele .C. De Marinis.
La scelta di Brescia a sede dell’attesissima esposizione non è casuale: e’ proprio nel bresciano, infatti che sono tornate alla luce le testimonianze più rilevanti di insediamenti dell’età del rame in Italia. La necropoli di Remedello Sotto, in provincia di Brescia, dopo 128 anni dalla sua scoperta costituisce ancora la documentazione principale per la ricostruzione dell’età del Rame in area padana. Ma nuove scoperte sono documentate a Volongo in provincia di Brescia, Fontanella Mantovana, Cumarola e Spilamberto in provincia di Modena, Bologna, Forlì e Cesena e in altre località della pianura padana e dei primi contrafforti che la circondano. Si tratta di necropoli, talvolta molto ricche di manufatti.
Ma la mostra darà conto anche di un altre suggestive testimonianze: le notissime statue-menhir che, insieme alle incisioni rupestri della Valcamonica, forniscono una iconografia fondamentale per la comprensione del periodo e che in mostra saranno oggetto di ampia illustrazione attraverso l’esposizione di alcuni originali e di rilievi a grandezza naturale.
Il diffondersi, nell’Età del Rame, in tutta la regione alpina delle stele antropomorfe, statue-menhir, grandi composizioni monumentali nell’arte rupestre, statue-stele, è tutt’ora oggetto di diverse interpretazioni: opere legate a nuove concezioni religiose, al culto degli antenati fondatori dei clan, al manifestarsi dell’ideologia indoeuropea o rappresentazione antropomorfica delle divinità. Il fenomeno non è circoscritto alla regione alpina, ma presenta una vasta diffusione dalle steppe a nord del Mar Nero fino alla penisola iberica.
Nella mostra sarà illustrato tutto il complesso dei ritrovamenti avvenuti nel 1991 e 1992 al giogo di Tisa, al confine tra Italia e Austria attraverso copie dei materiali, pannelli didattici e la ricostruzione a grandezza naturale dell’uomo del Similaun con tutto il suo abbigliamento ed equipaggiamento. Saranno forniti i risultati delle ricerche più recenti condotte sulla mummia: analisi del DNA, suo inquadramento negli attuali aplogruppi delle popolazioni europee, aspetti paleopatologici, stato di salute, cause che ne determinarono la morte a 3150 m di quota. Particolare attenzione sarà posta nel confronto tra i materiali posseduti da Ötzi (ascia in rame, cuspidi di freccia, pugnale in selce) e quelli relativi alla cultura di Remedello.
Il percorso della mostra si conclude con l’età del Vaso Campaniforme, documentata in provincia di Brescia dalle due importanti sepolture di S. Cristina di Fiesse e di Ca’ di Marco, a cui saranno affiancate le tombe di recente scoperta a Parma.
Con l’inizio dell’antica età del Bronzo, tra 2200 e 2070 a.C. si stabilizza l’insediamento e vengono fondati i primi abitati palafitticoli lungo le rive meridionali del lago di Garda e nei bacini infra-morenici dell’anfiteatro benacense. Questa fase iniziale dell’antica età del Bronzo sarà illustrata attraverso l’esposizione di ceramiche e manufatti di metallo, in osso, corno, selce e fayence del Bronzo Antico I dal Lavagnone di Desenzano del Garda, e da Polada, in comune di Lonato, nonché dai ripostigli di asce a margini rialzati di Remedello Sopra e di Torbole Casaglia (BS). Dopo l’esposizione di archeologia bresciana del 1875 promossa dall’Ateneo di Brescia sarà la prima volta che materiali di Polada della collezione Rambotti ritornano a essere esposti a Brescia.

Informazioni sulla mostra
Titolo: L’età del rame. La pianura padana e le Alpi al tempo di Ötzi
Luogo: Brescia. Museo Diocesano (Via Gasparo da Salò, 13)
Data: dal 26 gennaio 2013 al 15 maggio 2013
Orario: dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 15 alle 18 – chiusura il mercoledì
Costo: intero 5 euro – ridotto 2.50 euro – ingresso gratuito per le scolaresche
Informazioni e prenotazioni: Museo Diocesano tel. tel 030-40233, fax 030-3751064; segreteria.etadelrame@gmail.com

Alcune immagini dalla mostra
Attenzione la riproduzione è vietata

Necropoli di Remedello Sotto (Brescia). Pugnale in selce (età del Rame 2, 2900-2500 a.C.)
Necropoli di Remedello Sotto (Brescia). Pugnale in selce (età del Rame 2, 2900-2500 a.C.)

Masso inciso rinvenuto fuori contesto presso Malegno, Stile III A1 (2900-2500 a.C.)
Masso inciso rinvenuto fuori contesto presso Malegno, Stile III A1 (2900-2500 a.C.)

Volongo (Cremona), punte di freccia in selce, ascia in pietra levigata e pugnale a lama triangolare in rame rinvenute in una sepoltura (età del Rame 2, 2900-2500 a.C.)
Volongo (Cremona), punte di freccia in selce, ascia in pietra levigata e pugnale a lama triangolare in rame rinvenute in una sepoltura (età del Rame 2, 2900-2500 a.C.)

Lama di alabarda in rame arsenicale rinvenuta in una sepoltura a Villafranca Veronese. Seconda metà del III millennio a.C.
Lama di alabarda in rame arsenicale rinvenuta in una sepoltura a Villafranca Veronese. Seconda metà del III millennio a.C.