12 Novembre 2019

Chiarimenti sulla testa fittile sequestrata a Piacenza

Testa fittile sequestrata a PiacenzaLa Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna ha diramato un comunicato stampa con il quale precisa che la testa in terracotta sequestrata a Piacenza in un’operazione condotta dai Carabinieri, inizialmente riportata dalle agenzie di stampa come proveniente dall’area vesuviana e attribuibile ad Agrippina Minore, è in realtà riconducibile ad altro contesto.

Da un primo esame effettuato al momento della consegna, poco prima della conferenza stampa, si tratterebbe infatti di una testa appartenente ad una statua fittile realizzata a matrice, probabilmente destinata ad un santuario o facente parte di un gruppo sacrale inserito nel frontone di un tempio, mentre la datazione sarebbe da collocarsi tra il II e il I secolo a.C.

Secondo quanto riferito dalla SBAER sembra al momento improbabile la compatibilità con un contesto di produzione di area vesuviana, mentre pare plausibile che il reperto vada inquadrato nell’ambito delle produzioni di statue fittili tardo repubblicane di fine II sec.  e inizio I a.C., di ambito culturale Laziale – Campano settentrionale.

Il reperto è ora consegnato alla soprintendenza che effettuerà le analisi approfondite necessarie per una datazione e identificazione precisa.

Si rimanda al sito della SBAER per approfondimenti
www.archeobo.arti.beniculturali.it/comunicati_stampa/piacenza_testaromana.htm