16 Novembre 2019

Riflessi d’oriente. 2500 anni di specchi in Cina e dintorni

2500 anni di specchi in Cina e dintorniSi aprirà a Torino il 23 novembre 2012, presso il Museo d’Arte Orientale (MAO), la mostra dal titolo “Riflessi d’Oriente. 2500 anni di specchi in Cina e dintorni. Lo specchio cinese e la sua diffusione dal VI secolo a.C. all’epoca moderna“. L’evento, che si chiuderà il prossimo 24 febbraio 2013, intende far conoscere al grande pubblico il fascino e l’importanza di questi capolavori di tecnica metallurgica, che non si limitano a costituire uno dei più importanti capitoli della storia artistica cinese ma stimolano la riflessione sulle differenze e i parallelismi tra Oriente e Occidente in un ambito culturalmente significativo.

La mostra “Riflessi d’Oriente” intende presentare una panoramica ragionata sui significati dello specchio  in Asia orientale e sul valore culturale e artistico delle ricche raffigurazioni che ne ornano la faccia ‘nascosta’. Sulla superficie metallica – solitamente bronzea – del manufatto, i suoi ideatori e gli esecutori materiali hanno infatti condensato visioni cosmologiche, simbologie più o meno arcane, concezioni estetiche che incarnano aspirazioni e auspici della società in un determinato periodo storico. Forse nessun altro oggetto riesce a rappresentare in maniera così chiara e sintetica le tappe della cultura e dell’arte estremo-orientale nello spazio e nel tempo.

Nucleo centrale della mostra e oggetto principale di attenzione saranno gli specchi prodotti in Cina tra il periodo degli “Stati Combattenti” e la fine della dinastia Tang, ovvero dal V secolo a.C. al X secolo d.C. ca.: questi 1500 anni corrispondono infatti al periodo di maggiore sperimentazione e di maggiore interesse artistico-culturale nei confronti dello specchio in Asia orientale. Non mancheranno tuttavia delle esemplificazioni di produzioni più antiche e più recenti, per sfiorare da un lato la questione dell’origine e della ‘protostoria’ dello specchio in Cina e per mostrare dall’altro i mutamenti artistici e culturali, gli elementi di continuità e di discontinuità nella società cinese tarda. All’ampliamento puntuale dell’arco cronologico corrisponderà anche un’estensione calibrata del contesto geografico della mostra: alcuni esemplari provenienti dall’area iranica, ad esempio, serviranno da stimolo al visitatore per riflettere sulla reciproca interazione tra Cina e Asia occidentale attraverso la mediazione del vasto mondo delle steppe. Ben più approfondito sarà il rapporto con le altre regioni dell’Asia orientale (Corea, Giappone, Sud-est) che hanno adottato forme e simboli dello specchio cinese modificandoli e adattandoli alle proprie culture. Lo specchio della Cina viene così calato in una realtà storico-artistica panasiatica, a ribadirne l’importanza oltre gli attuali confini nazionali.

La mostra potrà contare su circa 125 specchi, buona parte dei quali fanno parte di una importante collezione privata torinese. Il MAO contribuirà con alcuni pezzi della sua collezione. Il prestatore più importante in termini di numero degli specchi concessi sarà il Museo Nazionale di Arte Orientale (Roma), ma un contributo significativo verrà anche dai musei Guimet e Cernuschi di Parigi, dai Musei Vaticani e dal Musée d’Art et d’Histoire di Saint-Denis.

Gran parte degli specchi in mostra saranno presentati al pubblico per la prima volta in assoluto.

Il catalogo che accompagna la mostra, edito da Silvana Editoriale, è frutto degli sforzi congiunti di studiosi internazionali e si presenta come la pubblicazione più completa e aggiornata sugli specchi della Cina disponibile in lingua italiana. Il catalogo raccoglie i contributi critici di Marco Guglielminotti Trivel, curatore della mostra e conservatore per l’Asia Orientale del MAO; di Ma Jinhong, conservatore per i manufatti in bronzo del museo di Shanghai; di Marcello Pacini, membro del Comitato Scientifico della Fondazione Torino Musei; di Gilles Béguin, già Direttore del museo Cernuschi di Parigi e di Aurora Testa, docente di Arte Orientale alla Western Washington University.

Testo tratto dal comunicato stampa.

Note informative

Titolo: Riflessi d’Oriente. 2500 anni di specchi in Cina e dintorni. Lo specchio cinese e la sua diffusione dal VI secolo a.C. all’epoca moderna
Luogo
: Torino. Museo d’Arte Orientale (MAO)
Data
: dal 23 novembre 2012 al 24 febbraio 2013
Orario: martedì-domenica ore 10-18, chiusura il lunedì
Costo ingresso: intero 10 euro, ridotto 8 euro e ingresso gratuito fino ai 18 anni
Informazioni: 011 4436927 – e-mail mao@fondazionetorinomusei.itweb