6 Dicembre 2019

Il senso del futuro. La fantascienza nella letteratura americana

Il senso del futuro. La fantascienza nella letteratura americanaLa fantascienza ha ispirato il cinema, soprattutto nell’epoca degli effetti speciali. Ma questo affascinante genere ha le sue origini nobili nella letteratura. Questo libro ci guida alle radici della fantascienza, nei romanzi soprattutto di lingua anglosassone. Il primo romanzo del genere? I Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Questa la tesi di Carlo Pagetti, uno dei più brillanti esperti del settore che ha il merito di aver portato lo studio della fantascienza nelle università italiane. Da Swift si passa poi a Herbert George Wells, fino ai classici dei nostri tempi come Ray Bradbury, Philip K. Dick e William Burroughs. Un affascinante viaggio che scopre il genere nei suoi ingredienti artigianali, nella struttura narrativa più genuina, cui la macchina tecnologica del cinema ha solo aggiunto elementi spettacolari. Questo libro è l’opportunità di immergersi in un’arte che parla direttamente alla nostra immaginazione, che scava nell’idea sempre in movimento del futuro possibile. (presentazione editoriale)

Disponibilità in commercio
Il libro è disponibile ? 26 euro

Il commento di AI Libri
Il presente volume è la riedizione di un testo già pubblicato nel 1970, revisione e successiva rielaborazione della tesi di laurea di Carlo Pagetti del 1967. Le date sono importanti perché delimitano il limite temporale dell’analisi dell’autore; tuttavia, e nonostante ciò, il presente saggio mantiene ancora oggi inalterato il suo valore e la sua importanza: mancano alcuni autori e opere successive (basti pensare agli ultimi lavori di Philip K. Dick), ma la riflessione dell’autore si colloca comunque all’interno di un percorso che, in quegli anni e modalità, stava già giungendo a termine.
Il testo opera un efficace inquadramento storico del contesto e del percorso culturale che ha portato all’affermazione e all’identificazione di un genere, quello della letteratura fantascientifica, così difficilmente definibile e circoscrivibile in facili categorie. Archetipi, miti ancestrali, satira e filosofia, riflessione morale e ironia si intrecciano e alimentano la creatività dell’uomo inizialmente posto di fronte all’ignoto, poi al mito del futuro, all’utopia e dall’ottocento alla diffusione della scienza quale capacità tecnologica dell’uomo, fino al mito della conquista dello spazio. Ad una fantascienza più commerciale, che ripetitivamente utilizza classici stereotipi e topoi letterari, alla ricerca dell’intrattenimento di massa, e quindi di una letteratura popolare da botteghino, si affiancano autori che hanno influenzato profondamente la cultura degli ultimi 50 anni. Le grandi utopie (minoritarie), le distopie (utopie negative) e le ucronie (presenti alternativi) sono state un costante strumento di confronto con la realtà, che autori significativi come Bradbury, Dick, Orwell (inglese), Vonnegut, Sheckley, hanno più volte utilizzato per riflettere le problematiche della società contemporanea (nella società americana degli anni ’50 sono vivi il maccartismo e la discriminazione razziale) in un futuro rielaborato o in un presente alternativo. A Pagetti va il merito (e la riconoscenza dei lettori) di avere portato dignità ad un genere lettario (per quanto, ripetiamo, difficilmente circoscrivibile) in ambito accademico e di avere contribuito in modo significativo ad aprire il dibattito nel nostro paese (già sviluppato in ambito anglosassone, soprattutto in Europa, e in altri paesi europei).
Avvicinarsi alla fantascienza attraverso la letteratura è una necessità per poterne capire le dinamiche e la ricchezza; serie televisive e cinematografia hanno spesso dimostrato esclusiva attenzione all’aspetto commerciale, moltiplicando l’efficacia emotiva di stereotipi innegabilmente legati al genere fantascientifico, ma incapaci di rendere la complessità di un universo ricco di simboli e significati, nelle produzioni dei suoi migliori autori.
All’alba di una nuova rivoluzione tecnologica, questa volta informatica, e di una contestuale e capillare crisi della società nel suo complesso, verrebbe da dire con un piede sollevato sopra un’utopia idealizzata e l’altro conficcato nella più tragica distopia, si sente sempre più presente l’influsso di questi autori, dei loro mondi immaginari, possibili e impossibili. Non c’è nulla di nuovo nella “matrix”, Philip K. Dick l’aveva già esplorata, proiettando non la sua personalità o la sua creatività di artista, ma l’umanità intera. Per questo motivo ritengo che conoscere questi autori, significa fare un passo verso il futuro, ma non come avventura nello spazio-tempo, bensì come anticipazione dei tempi; al di là di ogni classificazione di genere letterario, alcuni di questi autori rappresentano (consapevolmente?) l’epoca che si sta prefigurando (o ripetendo).

La scheda bibliografica
Pagetti Carlo, Il senso del futuro. La fantascienza nella letteratura americana. Milano-Udine 2013, Mimesis Edizioni. PpXIV-322, In8p, brossura editoriale con ampi risvolti. Collana Mimesis Degenere [1]
ISBN – 9788857513027

Nota sull’autore
Carlo Pagetti insegna Letteratura inglese contemporanea e Cultura anglo-americana presso l’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato saggi e monografie sul romanzo inglese e nord-americano, l’utopia e l’immaginario scientifico, i generi narrativi novecenteschi e gli studi culturali. Nel 2010 è uscito Il corallo della vita, su Darwin e l’immaginario letterario. Tra i romanzieri da lui più volte visitati ci sono Charles Dickens e Joseph Conrad. Ha tradotto e introdotto la trilogia dell’Enrico VI di Shakespeare. Nell’ambito della fantascienza e del romanzo utopico ha pubblicato introduzioni, saggi, volumi in italiano e in inglese su H.G. Wells, George Orwell, Ursula K. Le Guin e altri autori americani. Dal 2000 è il curatore dell’edizione completa in traduzione italiana delle opere narrative di Philip K. Dick. (presentazione editoriale)

Indice del volume
Introduzione alla seconda edizione
Premessa
Ambiguità della fantascienza come fenomeno letterario [11-38]
La fantascienza alle origini della letteratura americana [39-56]
Il laboratorio di Aylmer e il Vascello di Gordon Pym [57-84]
La scienza come illusione e terrore [85-104]
La presenza della macchina e il dibattito sulla società del futuro [105-124]
Una nuova partenza: la fantascienza americana tra le due guerre [125-152]
SF. Strutture, tematiche, mitologie [153-186]
Ray Bradbury [187-212]
La fantascienza come satira e utopia negativa [213-236]
Robert Sheckley e Philip K. Dick [237-266]
Kurt Vonnegut Jr. [267-288]
La fantascienza americana nell’era dello spazio [289-316]
Indice dei nomi