12 Novembre 2019

L’arte del quotidiano in Costa d’Avorio in mostra a Genova

Dopo il grande successo della mostra “Gli Ori degli Akan”, prosegue l’attenzione del Castello D’Albertis Museo delle culture del mondo per il mondo africano con la mostra “L’anima delle piccole cose: arte del quotidiano in Costa d’Avorio”, che per tutto il periodo estivo, fino al 23 settembre, permetterà al pubblico di ammirare circa 200 oggetti di uso comune, divisi in nove sezioni.

Si tratta di pettini e fionde come sculture, grandi cucchiai con le gambe, bobine per telai dal seno conico, piccole maschere da usare come passaporto, martelli musicali dal corpo umano, insomma un mondo fantastico abitato da abbracci e occhi socchiusi, acconciature esuberanti e becchi aguzzi, corpi di antenati e di esseri scolpiti magistralmente nel legno scuro della terra africana.

Negli oggetti di uso quotidiano, per quanto piccoli e comuni, l’artista trasmette la forza della sua cultura, i rituali ed i miti che animano la vita sociale e spirituale della sua comunità.

Fin dall’epoca protostorica, la Costa d’Avorio è stata caratterizzata da un’apertura verso l’esterno e un equilibrio al suo interno che ne fanno un esempio di crocevia di popolazioni del tutto caratteristico nel panorama dell’Africa occidentale. La sua posizione di collegamento fra le grandi foreste e le savane, il suo esteso litorale marittimo e le ampie valli aperte create dal corso dei quattro fiumi, che attraversano il paese da nord a sud, hanno reso possibile l’incontro di molteplici correnti e influenze culturali. Movimenti di popoli e di persone provenienti da ambienti culturali completamente differenti in effetti l’hanno attraversata nel corso dei secoli.

Il panorama umano e politico della Costa d’Avorio è stato modificato radicalmente anche in seguito ai primi contatti con gli europei del XV secolo e soprattutto successivamente alla colonizzazione, incominciata alla fine del XIX secolo, e che protrae la sua influenza anche dopo l’indipendenza politica raggiunta nel 1960.

Oggi la Costa d’Avorio appare come un vero e proprio mosaico umano e, nonostante tutto, presenta una certa unità culturale. I sessanta gruppi etnici presenti sul territorio ivoriano, caratterizzati da culti e lingue diverse, risultano comunque elementi non ermeticamente distinti, ma unità culturali, che nel corso dei secoli, non hanno mai smesso di mescolarsi, frammentarsi e soprattutto di scambiare tradizioni culturali e stili artistici.

Quella che noi chiamiamo arte per gli Africani è fonte non soltanto di piacere estetico, ma allo stesso tempo possiede valori morali. In termini africani, un capolavoro offre una equilibrata fusione di bellezza formale ed un contenuto morale. La tendenza estetica è diffusa ovunque nella vita tradizionale africana. Un oggetto non ha solo una dimensione fisica, ma è veicolo anche della dimensione etica della persona che lo porta con sé.
In generale, gli Africani scelgono i materiali con cui confezionare gli oggetti non solo per motivi religiosi, ma anche per la loro matericità, durezza, brillantezza, forma e colore, in una commistione di qualità in cui l’una rinforza l’altra verso l’unico scopo di produrre un oggetto bello da vedere.

La produzione artistica della Costa d’Avorio testimonia la più sorprendente varietà, unita ad una stupefacente ricchezza formale, con una estrema molteplicità di stili, dinamici e transcomunitari che hanno ovviamente contribuito a forgiare le diverse identità culturali stesse, ciascuna con una propria tradizione visiva veicolata nelle varie cerimonie dalle diverse maschere, figure, strumenti ed accessori.
E’ sorprendente constatare che sono anche gli oggetti ordinari e più umili della vita quotidiana a rispondere a dei criteri di bellezza ed il senso estetico occupa un ruolo essenziale nella vita di tutti i giorni. Sebbene in Costa d’Avorio lo scultore resti frequentemente un agricoltore e la fabbricazione delle maschere o di oggetti diversi non rappresenti che una parte della sua attività, la sua creazione emerge con un dignità sua propria, riconosciuta dall’intero villaggio e dai villaggi circostanti e le tecniche della sua arte sono generalmente trasmesse di padre in figlio.

Scheda della mostra
Titolo: L’anima delle piccole cose: arte del quotidiano in Costa d’Avorio
Periodo: dal 9 giugno al 23 settembre 2007
Luogo: Castello D’Albertis. Corso Dogali, 18. Genova
contatti: tel. 010 2723820 – fax 010 2721456
sito ed email: www.castellodalbertisgenova.it – castellodalbertis@comune.genova.it

Fotografie dalla mostra (su concessione dell’ufficio stampa dell’organizzazione – diritti riservati)

Etnia Baoulè, donna inginocchiata, con le braccia dietro la nuca

Etnia Mau, maschera di famiglia